Una nuova frontiera nella produzione di veicoli: la stampa 3D. Delle nuove tecniche di progettazione e costruzione si occupano anche i big player dell’industria aeronautica. In queste ore il gigante franco – tedesco Airbus comunica la realizzazione di una moto elettrica interamente realizzata con la tecnologia della stampa 3D.

Si tratta di LightRider, una “due ruote” costruita attraverso una tecnica che mescola una polvere di lega d’alluminio con il laser e genera un materiale (lo Scalmalloy) dalla resistenza paragonabile a quella del titanio e che presenta il vantaggio di poter essere stampata e trattata in 3D, con ovvie ripercussioni positive sui costi di produzione. Come se si trattasse di un oggetto o di un gadget, soltanto che qui ci si trova di fronte a un veicolo già pronto per essere usato.

Dati alla mano, la moto stampata in 3D da Airbus – attraverso la propria controllata APWorks – denuncia appena 6 kg di peso per telaio e forcella anteriore, mentre l’intero veicolo pesa soltanto 35 kg: un “peso piuma” per una moto che, almeno negli intenti, si preannuncia come uno dei più accattivanti esempi di mobilità eco friendly.

Sotto al sellino – o meglio, all’interno dell'”esoscheletro” in Scalmalloy che costituisce il telaio – la Light Rider viene equipaggiata con un motore elettrico da 6 kW (circa 8,15 CV), a sua volta alimentato da batterie agli ioni di litio.

Decisamente interessanti i valori prestazionali comunicati dai vertici di Airbus: se l’accelerazione da 0 a 45 km/h richiede 3 secondi e poco più per passare a 80 km/h, l’autonomia è nell’ordine di 60 km, quanto basta per i quotidiani spostamenti in ambito urbano.

La Light Rider di Airbus è già in vendita: un primo lotto di produzione si articola su 50 esemplari, già presenti in pre–ordinazione sul sito Web lightrider.apworks.de/. Per accaparrarsene una occorre in questa prima fase versare un anticipo di 2 mila euro. Il prezzo fissato non è però alla portata di tutte le tasche: la Light Rider costerà 50.000 euro.

25 maggio 2016
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