Mangiare i gatti in Italia sarebbe ancora una pratica piuttosto diffusa in alcune regioni. Nessuna leggenda metropolitana riguardo fantomatici ristoranti orientali che li proporrebbero sotto falso nome, ma una pessima abitudine nostrana, una vera e propria violenza sugli animali che stenta ancora ad essere del tutto abbandonata. La denuncia arriva dall’AIDAA, che ha analizzato i dati raccolti nel 2011 dal servizio “emergenza mici”.

In alcune zone d’Italia, nonostante questa pratica oltre che incivile sia anche illegale (il maltrattamento e l’uccisione di animali da affezione possono essere puniti con la reclusione, come previsto nell’articolo 544 del codice penale), continuano ad essere serviti gatti cucinati al vapore come secondo piatto o come carne da accompagnare alla polenta. Questa abitudine poteva trovare una qualche giustificazione parziale nell’immediato dopo guerra, con le città ancora da ricostruire e il concreto rischio di morte per fame.

Ora fortunatamente l’Italia non si trova più in quelle condizioni e ci siamo evoluti verso una maggiore tutela legale dei nostri animali da affezione, gatti compresi. Un esempio è arrivato circa un anno fa, quando la sola proposta di una ricetta per cucinare questi piccoli felini era costata il posto a Beppe Bigazzi, fino ad allora ospite fisso di Antonella Clerici su Rai Uno.

Ora i dati diffusi da AIDAA indicano che nel nord Italia questa pratica risulta ancora piuttosto diffusa. Veneto (maggiormente nelle province di Vicenza e Verona) e Lombardia (nelle zone di Bergamo, Brescia e Mantova) sono le regioni dove è maggiore il consumo, seguite da alcuni episodi segnalati in numero minore in Piemonte, Emilia Romagna e sporadicamente al centro, lungo il litorale laziale. Le stime ricavate sulla base delle segnalazioni ricevute dall’associazione mostrano un quadro sconfortate: tra i 6 e i 7.000 gatti ogni anni vengono uccisi per essere mangiati. Non solo randagi a cui viene data la caccia, ma anche felini rapiti dalle colonie o allevati per il consumo alimentare.

In ultimo un curioso quanto poco piacevole fatto registrato nella provincia di Milano: una signora avrebbe servito durante i suoi pranzi, proponendoli come carne di coniglio, oltre 600 gatti. Non smettiamo di criticare la Svizzera per la sua caccia indiscriminata ai randagi, ma evitiamo che comportamenti altrettanto barbari e inconcepibili vengano messi in atto nel nostro stesso Paese.

30 gennaio 2012
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
Maraclal, martedì 31 gennaio 2012 alle20:52 ha scritto: rispondi »

la civiltà di un popolo si misura da come vengono trattati gli animali......

Lascia un commento