L’ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha presentato a EXPO 2015 la prima vertical farm italiana 3.0, una serra verticale da destinare all’agricoltura biologica a rifiuti e chilometri zero.

La struttura della fattoria verticale è alta 5 metri e consente di massimizzare la resa dei raccolti senza occupare altro suolo e sprecare energia. Le colture sono disposte in verticale, su più strati.

La serra è composta da 12 piani. Ogni piano occupa una superficie di 1 metro quadrato. Lo spazio occupato dalle piante è stato ulteriormente ridotto grazie all’impiego di zolle di torba pressata. Le piantine assorbono nutrienti direttamente dall’acqua in cui sono immerse.

Grazie al sistema idroponico, è possibile portare a termine più cicli produttivi ogni anno, senza aumentare l’impatto ambientale della produzione agroalimentare, come avviene nel caso dell’agricoltura intensiva che ricorre invece ai pesticidi. Nella fattoria verticale sono le vetrate a tenere lontani i parassiti. Per gestire la struttura è sufficiente l’intervento di un agronomo ogni 3 settimane.

Al momento nella serra verticale dell’ENEA sono coltivate piante di lattuga e basilico. Rispetto ai metodi di coltivazione tradizionali in campo aperto, che garantiscono 6 raccolti all’anno, questa tecnica consente fino a 14 raccolti annui.

La crescita delle piante è assicurata da un impianto di illuminazione a LED acceso solo di giorno che simula la luce solare, stimolando la fotosintesi clorofilliana.

Come illustra l’ENEA, la vertical farm permette di conseguire un notevole risparmio idrico, pari al 95% in meno rispetto ai metodi di coltivazione tradizionali:

Sono sufficienti 2 soli litri di acqua per produrre un 1 kg di lattuga contro i 40-45 litri/kg in un campo tradizionale.

I ricercatori dell’ENEA sono convinti che le fattorie verticali idroponiche rappresentino la soluzione alla fame nel mondo nei Paesi più poveri del Pianeta:

In futuro realizzazioni tecnologiche come queste potrebbero essere un contributo alla soluzione dei problemi di scarsità di acqua e di materie. Uno dei maggiori vantaggi di questi sistemi chiusi consiste nel poter produrre in qualunque posto sul nostro Pianeta, persino in Paesi con caratteristiche climatiche non adatte.

L’ENEA si sta impegnando anche nella riduzione degli sprechi alimentari nel percorso dalla serra alla tavola. L’Agenzia ha siglato un’intesa con la Caritas Ambrosiana e Coop Italia per rifornire supermercati e mense di ortaggi appena raccolti.

L’ENEA sta inoltre sponsorizzando il progetto Forchetta Intelligente, volto a sensibilizzare gli alunni della scuola primaria sull’importanza dell’agricoltura sostenibile per debellare la fame nel mondo e salvare il Pianeta dal riscaldamento globale.

Oltre alla fattoria verticale, l’ENEA studia molte altre innovazioni per ridurre l’impatto delle coltivazioni e conseguire l’obiettivo di un’agricoltura 3.0. Tra le novità più interessanti anticipate dall’ENEA a Expo 2015 figurano la produzione di bioinsetticidi; l’utilizzo dei droni per seminare i terreni; la messa a punto di tecnologie più efficienti per il riciclo delle acque reflue; l’invenzione di nuovi sensori capaci di scoprire gli alimenti adulterati e combattere il fenomeno della contraffazione alimentare.

13 luglio 2015
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