Francia e Italia uniscono le forze per la riduzione dei gas serra in agricoltura. In occasione della visita a Milano della delegazione francese, per la giornata nazionale della Francia a Expo 2015, i ministri dell’agricoltura delle due nazioni, Maurizio Martina e Stéphane Le Foll, hanno siglato un accordo per chiedere ai leader degli altri Paesi di inserire le pratiche agricole e l’alimentazione sostenibile tra i punti cardine della roadmap contro il riscaldamento globale.

L’intesa tra Francia e Italia per un’agricoltura sostenibile nasce in vista della COP21, il summit sul clima in programma a Parigi il 7 e l’8 dicembre 2015. Un appuntamento cruciale che deciderà le sorti delle politiche globali contro i cambiamenti climatici dopo la fine del protocollo di Kyoto, esteso fino al 2020.

L’obiettivo del summit è mettere a punto strategie più incisive per contenere l’aumento delle temperature globali al di sotto dei 2°C, soglia fissata dall’IPCC come punto di non ritorno. Ridurre l’impronta ecologica della produzione agricola è fondamentale per riuscire a sfamare una popolazione globale in costante crescita, senza esaurire le risorse naturali ed energetiche. Lo hanno sottolineato i ministri Martina e Le Foll firmando l’accordo nel padiglione francese di Expo 2015:

È un grande richiamo al nesso tra agricoltura e ambiente e alle nuove sfide agricole. Il fatto di firmare a Expo questo atto su iniziativa francese dimostra l’importanza diplomatica dell’esposizione. Questo documento rappresenta anche un’appendice alla Carta di Milano, l’eredità dell’esposizione.

Stéphane Le Foll ha elencato le sfide dei Paesi occidentali nei prossimi anni:

Ci sono due grandi sfide davanti a noi, quelle della nutrizione e dell’energia. I nostri due Paesi sono vicini culturalmente e geograficamente e questo è un messaggio ambizioso di fratellanza che ci lega.

Nel documento i due ministri chiedono alla comunità internazionale di sostenere lo sviluppo delle regioni rurali, incentivando l’agricoltura sostenibile come mezzo di riduzione della povertà e della fame. Il Fondo verde e il Fondo d’adattamento dovranno essere destinati in larga parte al sostegno dei piccoli agricoltori dei Paesi del Sud del mondo.

Si rivelerà inoltre essenziale scovare nuovi metodi produttivi più efficienti e meno inquinanti, capaci di proteggere il suolo dal sovrasfruttamento e di aumentare la capacità di stoccaggio dei terreni agricoli. Come illustra in una nota il Ministero delle Politiche Agricole:

L’obiettivo è di far crescere il contenuto in sostanza organica dei suoli del 4 per 1000, che consentirebbe non solo di aumentare considerevolmente lo stoccaggio del biossido di carbonio (CO2) e di lottare contro il cambiamento climatico, ma anche di migliorare la fertilità dei suoli grazie all’adozione di metodi di lavoro più rispettosi dell’ambiente e dei luoghi.

22 giugno 2015
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