Si è svolta ieri a Bologna la presentazione dell’8° rapporto su “Innovazione e sostenibilità della produzione agricola“, realizzato dall’Osservatorio sull’Innovazione delle Imprese Agricole. Un evento organizzato da Agri2000 in collaborazione con EIMA.

In un momento in cui il settore agricolo italiano attraversa una crisi, che vede il nostro Paese al 12 esimo posto a livello mondiale, per produzione agricola, e in cui per migliorare il futuro del settore dobbiamo pensare a produrre di più su superfici più ridotte, ci si chiede a che punto siano le imprese agricole italiane nella sfida prevista dal Piano di Azione Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile degli agrofarmaci.

Ci si chiede inoltre in quali ambiti l’impresa agricola investirà maggiormente, quali necessitino di maggiori supporti tecnici e di servizi innovativi, come può essere migliorato l’approccio con i mercati, come coinvolgere il consumatore e interagire con lui e come aumentare la collaborazione tra pubblico e privato.

Il rapporto ha analizzato un campione di 500 aziende, tra le 740 mila iscritte alla Camera di Commercio, interessandosi a quelle che producono il 95% del fatturato totale e che hanno il 90% della superficie agricola a disposizione. I settori analizzati sono stati: “seminativi”, “frutta e vite”, “produzioni orticole”.

I dati raccolti parlano di 50 miliardi di produzione agricola annua, ma con più di 7 miliardi di prodotto importato. La nostra agricoltura al momento non sfrutta tutte le potenzialità, potrebbe migliorare la propria produzione di un buon 20%, ma le superfici coltivate sono diminuite negli ultimi 20 anni, del 18%, con la perdita di 12,2 milioni di ettari di terreno coltivato.

Nonostante gli incentivi offerti dalle politiche agricole europee, anche l’età della forza lavoro è troppo elevata, infatti solo il 12% degli agricoltori ha meno di 35 anni.

Ecco che le aziende, per superare tutti questi problemi si sono rivolte alla tecnologia e alla rete. Rete, non solo relativamente all’on-line, ma anche cercando di creare delle relazioni, dei contatti e dei veri e propri rapporti di lavoro, con altre aziende, spesso realizzati tramite accordi orali, per unire le forze nella gestione dell’attività produttiva. La maggior parte delle volte questo serve per l’acquisto in comune di mezzi tecnici e meccanici e per lo scambio della manodopera. 200 aziende italiane lo fanno già, il 30% del totale delle iscritte alla Camera di Commercio e si propongono ai mercati per lo più come Cooperative o Consorzi.

Unendo questa sinergia all’apporto della tecnologia, come l’utilizzo di smartphone o tablet, ma anche di metodi come la micro-irrigazione, l’irrigazione a pioggia, la sub-irrigazione, l’irrigazione a scorrimento o la fertirrigazione, nel campo della gestione della risorsa acqua e della fertilizzazione, questo comparto getta buone basi per un “intensificazione sostenibile”, in grado di rappresentare la strada per un futuro di sfruttaemnto intelligente delle risorse, sostenibilità, ma anche competitività.

Perché la base per una sostenibilità ambientale è proprio una sostenibilità economica, che ne permetta lo sviluppo.

14 novembre 2014
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