Gli agretti, conosciuti ai più con il nome comune di barba di frate, sono una varietà dell’orto coltivata sin da tempi antichi. Rimasti un po’ in sordina negli ultimi decenni, con l’affermazione degli stili alimentari vegetariani e vegani hanno trovato nuove applicazioni in cucina, anche tramite la rivisitazione di ricette della tradizione tricolore. Ma come coltivarli autonomamente, in vaso oppure in giardino?

Sebbene non siano estremamente diffusi, e non sempre risulti semplice trovarli nelle comuni catene commerciali, prima di coltivare gli agretti è utile chiedere consiglio al proprio fornitore di botanica e di semenze di fiducia. In questo modo, infatti, si potrà vagliare la compatibilità della coltivazione con le caratteristiche climatiche del proprio luogo di residenza.

Cosa sapere prima di coltivare gli agretti

La Salsola soda è una pianta annuale appartenente alle Chenopodiaceae, oppure alle Amaranthaceae dalla classificazione APG. Dalle dimensioni contenute, non più di una settantina di centimetri, si caratterizza per un fusto e delle foglie succulenti. Proprio le foglie, in particolare, presentano un inconfondibile profilo stretto e lungo, da cui è poi tratto il nome comune di barba di frate. Raccolti in mazzetti, infatti, gli agretti ricordano una lunga e fluente barba, come quella tipica dei monaci nell’immaginario comune. Questa pianta, originaria del bacino del Mediterraneo, è stata per molti secoli una delle varietà di punta della cucina italiana, soprattutto per il sapore intenso. In passato, inoltre, gli agretti sono stati sfruttati anche come fonte di carbonato di sodio, estratto dalle loro ceneri dopo la combustione.

Il clima prediletto è quello temperato, tipico delle nazioni affacciate sul Mediterraneo: gli agretti gradiscono, infatti, un’esposizione prolungata al sole, nonché temperature non eccessivamente fredde. Poiché succulenta e rustica, nonché autoctona in Italia, la pianta si adatta facilmente anche a configurazioni di terreno complesse, come quelle ricche di sale: non a caso, gli agretti possono crescere spontaneamente anche sulle spiagge o lungo le coste.

Il terreno ideale è morbido, ben drenato, non particolarmente ricco sul fronte delle sostanze nutritive, poiché varietà rustica e fortemente adattabile. Come già ricordato, gli agretti si adattano facilmente anche a terricci ricchi di sale, inoltre non richiedono una particolare concimazione. In ogni caso, per una crescita domestica o in giardino, può essere utile arricchire il terreno con del compost oppure con altro concime organico.

Le necessità d’acqua non sono estreme, anche perché si tratta pur sempre di una varietà succulenta. Il riferimento deve essere sempre l’aridità del terreno: in primavera possono essere più che sufficienti i fenomeni atmosferici, mentre in estate si deve provvedere con una frequenza maggiore, soprattutto se la stagione fosse molto secca, anche in relazione alle caratteristiche climatiche del proprio luogo di residenza.

Coltivazione in vaso e in orto

Gli agretti possono essere efficacemente coltivati sia in vaso che in orto, anche se questa seconda modalità è decisamente più diffusa. Dato il rapido consumo, così come il veloce appassimento dopo la raccolta, può essere necessario una coltivazione estesa per garantire quantità sufficienti.

In ogni caso, la predisposizione del vaso è molto importante. Sul fondo andrà adagiato un letto di cocci e ghiaia, per favorire il deflusso dell’acqua e per garantire un ambiente ben drenato. Si riempie poi tutto con del terriccio morbido e filtrante, meglio se arricchito con quantità non eccessive di compost.

La modalità più diffusa di coltivazione è la semina, quasi sempre direttamente in dimora, anche se esistono in vendita delle piantine da trapianto, da trasferire in giardino verso la fine dell’autunno. La semina si esegue dalla fine dell’inverno all’inizio della primavera: si procede normalmente a spaglio, provvedendo poi a diradamento all’apparizione dei germogli, lasciando circa 15-20 centimetri tra un esemplare e l’altro. La raccolta avviene all’incirca dopo un mese, quando le piantine avranno raggiunto un’altezza di 15-20 centimetri. Si sconsiglia di attendere ulteriormente, poiché gli agretti tendono a ramificare e a rafforzare i fusti: quando questi ultimi saranno troppo legnosi, difficile sarà il consumo.

Tra le pratiche di manutenzione ciclica, l’eliminazione delle erbacce, la predisposizione di coperture e ripari per gli eventi atmosferici troppo intensi e, non ultimo, la contenzione di parassiti e alcuni roditori.

30 gennaio 2016
Lascia un commento