L’agnello è un alimento tradizionale delle ricorrenze pasquali. Che si sia abbracciata o meno la filosofia vegan, la mattanza di agnelli in questo periodo è però qualcosa che scatena un profondo moto interiore, perché evoca immagini di infinita crudeltà verso questi piccoli esseri viventi. La tradizione va però rispettata a tutti i costi? Certo che sì, ma ecco come farlo senza dare il minimo disturbo a nessun essere vivente: la ricetta vegan dell’agnello di pasta di mandorla.

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La ricetta che segue può essere preparata o meno con le uova. Quest’ultime possono essere sostitute da una miscela di semi di lino e acqua per i vegani che non possono usare i tuorli e solo con acqua al posto dell’albume. Quindi può essere preparata nella sua versione vegan o anche in quella indifferentemente apprezzabile da vegetariani oppure onnivori. Ciò che occorre è una forma in gesso con le fattezze di un agnello e della pellicola da cucina.

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Mandorle sgusciate

Ingredienti:

Per la pasta di mandorla

  • 500 g di mandorle;
  • 500 g di zucchero a velo;
  • 1 bicchiere d’acqua (oppure 1 albume);
  • sciroppo di rum qb.

Per la faldacchiera

  • 12 cucchiai di miscela di semi di lino con 8 cucchiai d’acqua (oppure 8 tuorli);
  • 8 cucchiai di zucchero;
  • sciroppo di rum qb.

Procedimento:

Bollire le mandorle e provvedere a sgusciarle delicatamente. Impastarle energicamente dopo averle macinate molto finemente con lo zucchero a velo, l’acqua (o l’albume per i vegetariani) e infine aromatizzare con lo sciroppo di rum. La faldacchiera per il ripieno si prepara cuocendo gli ingredienti in una casseruola a fuoco bassissimo fino a che non si stacca facilmente dal tegame e spruzzare ancora con rum.

Rivestire la forma dell’agnello con della pellicola e posizionare uno strato di pasta di mandorla dopo averlo steso con il matterello. Badare di pressare per bene la pasta e di non lasciare spazi vuoti. Riempire con la faldacchiera e richiudere con uno strato di pasta di mandorla e un altro di pellicola che tenga il tutto chiuso e immobile per una mezza giornata. Rivoltare in un piatto e servire.

27 marzo 2013
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