Potrà sembrare anomala e buffa l’immagine di un tenero agnellino, ancora giovane di età, mentre sonnecchia dentro la cesta di un gatto. Eppure all’Edgar’s Mission questa potrebbe rientrare nelle azioni del quotidiano, perché nella fattoria-santuario gli animali sono di casa e presenze costanti. L’associazione, specializzata nel recupero e salvataggio di esemplari in difficoltà, da tempo ha preso in cura la piccola Fifì, un agnellino rimasto senza più la presenza materna e una vera protezione. La madre della piccola era morta incastrata in una recinzione, quando la pecorella era appena nata da qualche giorno.

La fondatrice della fattoria, Pam Ahern, consapevole delle incredibili difficoltà della cucciola, ha deciso di accoglierla presso la fattoria a Victoria in Australia, strappandola così a morte certa. Fifì si è subito legata al personale della Edgar’s Mission cercando in loro amore, affetto e presenza. Come tutti i piccoli bisognosi di protezione e certezze. Pam ne ha seguito il percorso di crescita, portandola con sé in giro per la struttura per non farla sentire mai sola. Durante i momenti di lavoro svolti dentro la casa e gli uffici, l’agnellino è stato munito di un pannolino, giusto per contenere i bisogni corporali. E mentre Pam era impegnata al computer Fifi le dormicchiava accanto, sfruttando come giaciglio la morbida cesta del gatto.

L’immagine di lei acciambellata dentro il contenitore è stata mostrata sul profilo Facebook dell’associazione, raccogliendo molti consensi positivi. Del resto tutti gli animali fissi della Edgar’s Mission sono soliti spartire spazi e cibo, per questo motivo il gatto ha ceduto volentieri il suo giaciglio accucciandosi dentro la ciotola di fieno di Fifi. Mentre la piccola ha trovato la sua guida speciale nella figura del cane Ruby, non nuovo a questo genere di affiancamento e affidamento. Le pecore di Damara come Fifi sono molto richieste per le loro carni e il loro pellame, specialmente all’estero, dove rientrano nel circuito della commercializzazione degli animali vivi da esportazione. La loro spesso è una morte crudele e dolorosa.

22 marzo 2016
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