Agnelli uccisi a Pasqua: appello di ENPA a Papa Francesco

In occasione della Pasqua, ENPA rinnova il suo impegno per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle sorti degli agnelli. Una vera e propria mattanza quella che si verificherà nelle prossime settimane, proprio perché l’esemplare è il piatto di punta della cucina tradizionale pasquale. L’Ente Nazionale Protezione Animali ha deciso quest’anno di appellarsi a Papa Francesco, un Pontefice che già in diverse occasioni ha dimostrato passione e rispetto per gli amici a quattro zampe.

Saranno oltre 700.000 gli esemplari – tra agnelli, capretti e caprettoni – che verranno uccisi per la cucina del giorno di Pasqua. Animali che, così come ENPA riporta, vengono prematuramente strappati alle loro madri, per quella che è una tradizione ormai giudicata anacronistica. Un paradosso, si sostiene, perché nei fatti per i cuccioli di pecora sarebbe stato meglio non nascere, piuttosto che andare in contro a quella che viene definita una barbara consuetudine:

Ci rivolgiamo alle coscienze perché questo barbaro e crudele tributo di sangue cessi una volte per tutte. E ringraziamo tutti gli uomini di buona volontà che, con il loro no, contribuiranno a salvare la vita di centinaia di migliaia di cuccioli innocenti.

E proprio per diffondere più capillarmente il messaggio di rispetto e protezione verso gli animali, l’ENPA ha scelto di interpellare Papa Francesco, un pontefice molto amato e capace di far da grande eco all’iniziativa animalista:

La festa dovrebbe rappresentare un momento di gioia per tutti gli abitanti del Creato e non un motivo per uccidere altri esseri viventi. Per di più in nome di una “tradizione” propria del Vecchio Testamento che poco ha a che vedere con il Cristianesimo.

E proprio per celebrare al meglio la resurrezione di Cristo, l’onlus propone di provare le diete vegetariane e vegane per il prossimo 20 aprile: un modo per “risorgere” a nuova vita con un’alimentazione sana, ricca di gusto, amica dell’ambiente e completamente cruelty free.

8 aprile 2014
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