Lo stop alle auto in tutta la Pianura Padana, promosso la scorsa settimana dalle amministrazioni di Milano e Torino e fissato per domenica 28 febbraio, non sta incontrando il consenso di tutti i comuni coinvolti.

Nel pomeriggio di martedì, durante un incontro svolto presso la sede della Provincia di Milano, solo due dei 134 rappresentanti coinvolti (Cinisello Balsamo e Sesto San Giovanni) si sono detti d’accordo a rendere effettiva la decisione.

Nella giornata di ieri sono poi arrivate le adesioni di Bresso, Cormano, Settimo Milanese e dei capoluoghi Varese, Sondrio, Brescia, Bergamo, Mantova, Monza, Lecco e Lodi, mentre Como, Pavia e Cremona hanno risposto con un secco “no”.

L’iniziativa non sembra destinata a raccogliere molti altri consensi, soprattutto fra i cittadini. Cresce il numero di chi si interroga sulla sua reale efficacia, andando ad agire su uno solo dei fattori che contribuiscono quotidianamente alla creazione dello smog nelle città. Oltre alle auto, i processi produttivi industriali e il riscaldamento domestico sono infatti le principali cause di inquinamento dei centri urbani, ma al momento non sono previste misure simili per arginare queste altre emergenza.

Nel frattempo, con il 28 febbraio alle porte, ANCI Lombardia (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha annunciato la costituzione di un tavolo permanente che coinvolga tutte le amministrazioni della Pianura Padana, con lo scopo di affrontate il problema dell’inquinamento.

25 febbraio 2010
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