Agave: caratteristiche, coltivazione, usi

È una delle specie ornamentali più amate per abbellire i giardini, coltivata anche in vaso per donare un tocco di verde a davanzali e balconi: tra le succulente, l’agave è certamente la varietà più richiesta. Con le sue forme allungate, e la grande resistenza negli anni, la coltivazione di questa pianta può garantire elevate soddisfazioni, anche per chi non avesse particolare dimestichezza con il giardinaggio. Ma quali sono le sue caratteristiche e, soprattutto, quali gli usi?

Dell’agave ne esistono moltissime varietà, più di 300, che possono differire sia per forma che per modalità di coltivazione, pur mantenendo delle peculiarità in comune. Di seguito, uno sguardo alle caratteristiche della pianta, nonché ai suoi usi più diffusi.

Agave: caratteristiche e usi

Agave

Per agave si intende un genere di piante succulente monocotiledoni, originarie del Centro America ma oggi coltivate in tutto il mondo. Concentrate soprattutto in Messico, vengono scelte soprattutto per abbellire i giardini, dato il loro portamento imponente ma comunque elegante.

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Esistono numerosissime varietà di agave, più di 300, tutte però con alcuni tratti in comune. Si tratta di piante perenni, di dimensioni variabili dai 20 centimetri fino ai 2.50 metri d’altezza, caratterizzate da foglie carnose e fibrose, allungate e dotate di spina apicale. Tali foglie si sviluppano attorno a un fusto centrale, pendendo verso l’esterno con la crescita, e tendono a cambiare colore a seconda dell’esposizione solare: sul verde-azzurro nei climi freddi e verde-grigio in quelli freddi. L’agave genera anche delle particolari inflorescenze – famosa è quella dell’Agave Americana, per la sua incredibile altezza – anche se la fase di fioritura tende ad avvenire dopo moltissimi anni, quando la pianta ha raggiunto la piena maturità. Alcune varietà, ad esempio, presentano fiori anche dopo 10 anni. La durata media di un esemplare è di circa 50 anni, si tratta quindi di una succulenta davvero longeva.

A seconda della tipologia, le piante di Agave possono essere impiegate per differenti scopi. Alcune popolazioni indiane degli Stati Uniti, ad esempio, sfruttano le foglie di Agave cerulata per alcuni piatti tradizionali, mentre nel Centro America la succulenta è spesso scelta per alimentare gli erbivori d’allevamento. Ancora, sia in America Centrale che in Asia da alcune tipologie di agave, quali la fourcroydes e la angustifolia, vengono scelte per la produzione di fibre tessili, mentre in gran parte del mondo sono impiegate anche come barriere frangivento nei giardini più arieggiati. Non ultimo, alcuni estratti della pianta vengono utilizzati come rimedio naturale per lenire le infiammazioni della pelle o, ancora, come ingrediente per prodotti di origine cosmetica.

Agave: coltivazione

Agave

La gran parte delle varietà di agave può essere coltivata senza grandi intoppi, sia in vaso che in giardino, predisponendo però un contenitore sufficientemente capiente. Da questo punto di vista, è bene scegliere un vaso con sufficienti fori sul fondo, da riempire con cocci, ghiaia o palline d’argilla espansa, per garantire un adeguato deflusso dell’acqua.

L’agave predilige l’esposizione in pieno sole e le temperature mediamente elevate, date le caratteristiche climatiche dei luoghi d’origine, per questa ragione in Italia potrebbe faticare ad adattarsi alle temperature invernali. In ogni caso, non dovrebbe mai essere esposta all’aperto sotto i 10-7 gradi centigradi. Questa è però un’indicazione di massima, poiché alcune varietà possono resistere senza troppi intoppi anche a una colonnina di mercurio anche leggermente sotto lo zero, mentre altre necessitano sempre di un clima afoso.

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Il terreno preferito è quello morbido e altamente drenante, mentre la succulenta non riesce facilmente ad attecchire in terricci argillosi o eccessivamente compatti. La richiesta d’acqua non è eccessiva, così come tutte le succulente, ma per garantire una crescita rigogliosa è bene procedere abbastanza frequentemente un primavera ed estate, senza però esagerare. Il terreno dovrà infatti essere solamente inumidito, per evitare di rovinare le radici delle piante. La moltiplicazione avviene tramite i germogli che si formano alla base: quando raggiungono una lunghezza sufficiente, attorno ai 10 centimetri, possono essere inseriti in piccoli vasetti, per un trasferimento in dimora definitiva dopo un paio di mesi. Tra le opere di manutenzione, è richiesta una concimazione periodica anche con fertilizzanti organici, quale il compost, e l’eliminazione di alcuni parassiti come le cocciniglie.

28 ottobre 2018
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