Aeroporto Malpensa, UE: ridurre impatto ambientale su Parco del Ticino

L’aeroporto di Malpensa finisce nel mirino della Commissione Europea dopo la denuncia di un privato cittadino, l’imprenditore milanese Umberto Quintavalle, sul disastro ecologico provocato dal traffico aereo al Parco del Ticino. Quintavalle è il proprietario di 200 dei 400 ettari dell’area di alto pregio ecologico nota come Brughiera del Dosso.

Dal 1999 la riserva naturale è stata interessata da una moria di piante che ha superato le 100 mila unità, causata dagli scarichi inquinanti dei velivoli in partenza e in arrivo nell’aeroporto del milanese.

L’uomo ha vinto la causa intentata contro la SEA, ente che gestisce Malpensa e il Ministero dei Trasporti, ottenendo in appello 8 milioni di euro di risarcimento danni. Tra qualche settimana verrà emessa la sentenza della Corte di Cassazione sul giudizio di secondo grado, ma nel frattempo la vicenda ha valicato i confini nazionali.

Brughiera del Dosso non è solo affar privato, trattandosi di un SIC (Sito d’Interesse Comunitario). Per questo motivo la Commissione Europea è intervenuta nel caso, rispondendo al reclamo dell’avvocato Elisabetta Cicigoi e inviando un parere motivato al nostro Paese, a cui potrebbe seguire l’apertura di una procedura d’infrazione alla Corte Europea di Giustizia.

Secondo quanto dichiarato dall’Unione Europea nel documento, né la Regione Lombardia, né il Ministero dell’Ambiente avrebbero adottato le misure necessarie a ridurre l’impatto ambientale dell’aeroporto di Malpensa sul Parco del Ticino. Nel parere motivato dell’UE l’Italia viene richiamata:

Per non aver adottato le opportune misure per evitare il degrado e per la conservazione di un territorio compreso nel Parco del Ticino, sito d’interesse comunitario (SIC).

A peggiorare la situazione, i piani di sviluppo dell’aeroporto di Malpensa non sembrano correggere il tiro, tutt’altro, vanno ad aggravare l’impronta ecologica dello scalo aereo. La terza pista e il polo logistico, in via di progettazione, potrebbero infatti ampliare la portata del disastro ambientale. Le autorità europee chiedono alle istituzioni italiane di correre subito ai ripari per contenere i danni perpetrati dagli aerei che sorvolano il Parco del Ticino.

Tra due mesi l’ultimatum dell’UE scadrà e la vicenda finirà davanti alla Corte Europea di Giustizia, con il rischio di pesanti procedure d’infrazione e un conto salato per il nostro Paese, che sconterà ancora una volta il prezzo di uno sviluppo insostenibile.

23 aprile 2014
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