Lo Yoga è una soluzione ormai ampiamente conosciuta, seppure in diversi casi non ben chiara nei suoi obiettivi principali. Spesso erroneamente confusa con quanto previsto dal Metodo Pilates o dal Tai Chi, questa pratica ha una sua storia e un suo sviluppo: quest’ultimo ha finito inoltre con il renderla un “universo” piuttosto variegato.

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Sono questi i casi dell’Aerial Yoga e dell’Acroyoga, due scuole che poggiano le loro basi sulla parziale assenza di gravità e sull’intesa di coppia. Si tratta di discipline piuttosto specifiche e per le quali si raccomanda una prima fase di apprendimento, più o meno lunga a seconda delle esigenze, sotto la guida di un maestro esperto.

Aerial Yoga

Questa disciplina è stata messa a punto dal coreaografo, ballerino e ginnasta statunitense Christopher Harrison a cavallo tra il ‘900 e il 2000, quando ha presentato la sua prima amaca “Soft Touch”. Si base sull’esecuzione di movimenti in sospensione e prende in “prestito” tecniche dallo Yoga, dal Pilates, dalla danza e dalla ginnastica.

Noto anche come “Antigravity Yoga“, questo sistema di esercizi prevede l’esecuzione degli “asana” su di una amaca in cotone Jersey elasticizzato, il tutto chiaramente “sospesi” a mezz’aria (con regolazioni specifiche in base al peso e all’altezza della singola persona).

Grazie a questa particolare struttura, che prevede ancoraggi al soffitto per l’amaca utilizzata, l’Aerial Yoga consente di eseguire anche posizioni invertite, a testa in giù. Tra i benefici garantiti figurano, oltre a quelli offerti dalle tecniche “classiche”, anche il riallineamento delle vertebre, in funzione del più efficace allungamento della colonna indotto dalle inversioni, l’acquisizione di una maggiore consapevolezza del proprio corpo e il controllo della propria paura.

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Una lezione standard dura tra i 45 e i 60 minuti, durante i quali tutto avviene in sospensione: dal riscaldamento iniziale fino al rilassamento finale, passando ovviamente per gli esercizi veri e propri. Si raccomanda tuttavia di non improvvisare a casa tali esercizi, ma di avvalersi di centri attrezzati e di personale qualificato, poiché il ricorso a strumenti non conformi agli standard o l’esecuzione di esercizi eccessivamente rischiosi potrebbe produrre seri danni alla salute.

Acroyoga

Acrobazia, danza e intesa personale si fondono durante l’esecuzione delle tecniche di Acroyoga. Anche in questo caso tale scuola Yoga arriva dal Nord America, più precisamente dagli USA (California) e dal Canada (Montreal, Quebec), e vede il suo ingresso nell’universo del benessere sul finire degli anni ’90.

Le lezioni iniziano solitamente con momenti di raccoglimento, finalizzati al ritrovamento della giusta concentrazione e della sintonia con il/la partner, per poi proseguire con l’esecuzione di alcuni asana. Una volta pronti si passerà alle posizioni acrobatiche da eseguire in coppia.

Tra i benefici associati all’Acroyoga vi sono una maggiore confidenza con se stessi, lo sviluppo di un più spiccato senso dell’equilibrio, una progressione nell’intesa con l’altro e una più forte senso di responsabilità.

Malgrado l’esecuzione degli esercizi di Acroyoga sia prodotta da due individui sono in realtà tre le persone normalmente coinvolte: “flyer“, ovvero chi si trova in alto ed è sorretto dal/la partner; “base“, in questo caso è chi si occupa di sorreggere l’altra persona (ovvero il “flyer”); “spotter“, una terza persona che assiste agli esercizi ed è pronta sia a segnalare eventuali difetti da correggere nella postura che ha limitare i danni in caso di improvvisa caduta o implosione della figura.

Quanto detto in merito all’Aerial Yoga si conferma valido anche per quel che riguarda la pratica dell’Acroyoga: si sconsiglia l’esecuzione degli esercizi, soprattutto senza la necessaria esperienza, in assenza di personale qualificato in grado di correggere eventuali difetti tecnici (agendo in sostanza da “spotter”) o di intervenire in caso di infortunio.

1 maggio 2017
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