Aereo scomparso MH370, i cambiamenti climatici hanno ostacolato le ricerche

L’annuncio del primo ministro malese Mohd Najib Tun Raza ha messo fine nelle scorse ore alle ricerche del volo MH370. L’aereo della Malaysian Airlines, un Boeing 777 diretto a Pechino, era scomparso misteriosamente dai radar l’8 marzo scorso, dopo il decollo dall’aeroporto di Kuala Lumpur. Secondo quanto riferito dalle autorità malesi, l’aereo si sarebbe inabissato nell’Oceano Indiano meridionale, lontano da qualsiasi punto di atterraggio. Le ricerche dell’aereo scomparso sarebbero state ostacolate dai cambiamenti climatici, rendendo tuttora impossibile ritrovare tutti i pezzi del velivolo e i suo passeggeri.

A sostenere questa tesi è Steven Rintoul, un esperto di oceani che lavora presso la Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO) di Hobart, una delle principali agenzie di ricerca australiane. L’oceanografo ha spiegato, in un’intervista rilasciata al sito Mother Jones, che gli analisti sono stati rallentati dalle condizioni meteo estreme.

I ricercatori erano stati incaricati di mappare le correnti atmosferiche e le correnti oceaniche in una vasta area di oceano, ampia 8.800 miglia quadrate, pari a oltre 22.791 chilometri quadrati. Gli analisti avrebbero dovuto aiutare i soccorritori a localizzare più in fretta l’aereo scomparso, incrociando i dati sulle correnti d’aria e sulle correnti marine per capire che direzione potesse aver preso il velivolo. Negli ultimi 20-30 anni, però, i venti che soffiavano sull’Oceano Indiano meridionale si sono spostati sempre più a Sud, facendosi più intensi.

Questi cambiamenti nelle correnti secondo gli esperti australiani sono dovuti a una combinazione di cause: il surriscaldamento atmosferico, il buco dell’ozono e i mutamenti climatici in Antartico. Tutti fattori che stanno spingendo i sistemi climatici a spostarsi verso il Polo Sud.

I detriti dell’aereo avvistati dai satelliti sarebbero intrappolati nel vortice della corrente circumpolare antartica e delle correnti dell’Oceano Indiano, entrambe correnti che si stanno spostando sempre più a Sud. Gli Oceani meridionali assorbono gran parte del calore di origine antropica e questo spiega perché in questa area della Terra i cambiamenti climatici stiano generando conseguenze maggiori. Negli Oceani meridionali, scossi da venti sempre più estremi e correnti violente, le ricerche sono costose, difficili e spesso impossibili con i mezzi e le tecnologie a disposizione oggi.

Madre Natura qui può schiacciare una nave come una lattina di birra, avvertono gli esperti.

Una dichiarazione che mette fine a ogni speranza di ritrovare i frammenti dell’aereo scomparso, per accertare la verità e offrire risposte alle famiglie dei 239 passeggeri e dell’equipaggio.

25 marzo 2014
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