Aerei ibridi per ridurre l’impatto ambientale del trasporto passeggeri. Questo è quanto vede nel futuro dell’aviazione civile la compagnia britannica easyJet, che si è posta come obiettivo dichiarato la riduzione, entro il 2020, del 7% delle proprie emissioni di CO2. Una quota che al momento si attesta sugli 81,05 grammi/chilometro per passeggero.

Il progetto allo studio di easyJet prevede l’utilizzo di un sistema di alimentazione a idrogeno, in grado di consentire una riduzione dell’utilizzo di carburante tradizionale, pari a 50.000 tonnellate, e del corrispettivo in emissioni di CO2. L’ispirazione è stata tratta grazie ai lavori realizzati da alcuni studenti della Cranfield University, ateneo britannico, tra i centri più avanzati per quanto concerne la formazione e la ricerca in campi quali il managment e la tecnologia.

Agli studenti è stato chiesto, in corrispondenza del 20esimo anniversario di easyJet lo scorso novembre 2015, di elaborare delle idee in merito al futuro dell’aviazione civile “da qui a 20 anni”. Gli spunti tratti dalla compagnia hanno portato alla progettazione di un trasporto ibrido integrato da un sistema a emissioni zero basato su fuel cell a idrogeno.

Tale sistema permetterà di accumulare energia in fase di atterraggio, sfruttando un meccanismo simile a quello del KERS (Kinetic Energy Recovery System, utilizzato dalle vetture di Formula 1) per la ricarica di batterie ultraleggere. I primi test sono in programma in largo anticipo rispetto ai 20 anni ipotizzati dagli studenti: il primo è atteso già per quest’anno.

Tale sistema potrebbe rivelarsi utile ad esempio per alimentare il movimento durante la fase di rullaggio, con un risparmio di carburante stimato intorno al 4%. L’ipotesi è inoltre di ridurre o persino eliminare del tutto l’esigenza di veicoli per l’allontanamento dal terminal aeroportuale.

Materiale di scarto di questo nuovo sistema sarebbe unicamente acqua pulita, riutilizzabile secondo la compagnia per la “ricarica del sistema idrico durante il viaggio”. Lo sviluppo del progetto è affidato al gruppo guidato da Ian Davies, Head of Engineering easyJet, che ha dichiarato:

In easyJet, continuiamo ad applicare le nuove tecnologie digitali ed ingegneristiche nelle varie aree del business. Il concept di aereo ibrido che presentiamo oggi rappresenta sia uno sguardo al futuro che una sfida ai nostri partner e fornitori, perché continuino a lavorare per ridurre le nostre emissioni di CO2.

Si tratta anche di una bella dimostrazione dei benefici che derivano dalla nostra collaborazione strategica con l’Università di Cranfield.

3 febbraio 2016
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