Aereo alimentato a rifiuti di plastica

È possibile trasformare i rifiuti di plastica in diesel per far volare un aereo. Per dimostrarlo, il pilota australiano Jeremy Rowsell ha intenzione di volare da Sidney fino a Londra su un Cessna alimentato a “spazzatura”. Il progetto si chiama @ Altitude e serviranno 5 tonnellate di rifiuti di plastica per ottenere i 4mila litri di diesel con cui volare.

La plastica da riciclare, anche i comuni sacchetti, sono stati inviati in Irlanda, ad una ditta specializzata che attraverso un processo di pirolisi li trasforma in carburante. La ditta si chiama Cynar Plc e la pirolisi è essenzialmente un riscaldamento in assenza di ossigeno che provoca la scissione dei legami molecolari.

Rowsell dice di fare tutto questo perché crede di dare un contributo ai problemi ambientali e cita l’enorme isola di plastica galleggiante nel Pacifico come esempio. Io credo che nonostante le buone intenzioni gli manchi una visione d’insieme dei cicli naturali.

Rowsell sottolinea come la produzione tramite pirolisi sia migliore di quella da petrolio, ma dimentica di analizzare l’intero ciclo di vita del suo prodotto. La plastica non è una materia prima, ha richiesto energia per arrivare fino in Irlanda. Infine, il carburante ottenuto in questo modo, quando brucia nel motore del suo aereo, ovviamente emette CO2 proveniente da fonti fossili.

Il problema dei rifiuti resta quindi irrisolto, in quanto la materia viene solo resa gassosa e distribuita in atmosfera, dove contribuisce ad aggravare l’effetto serra, invece di restare in discarica in forma solida, chimicamente più inerte. Il problema dei rifiuti di plastica si risolve a monte evitando di produrli, non a valle bruciandoli e spargendoli al vento.

26 febbraio 2013
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