Aerei Virgin: 100mila tonnellate di CO2 risparmiate grazie a un software

La compagnia aerea Virgin Atlantic ha introdotto un nuovo sistema elettronico, chiamato OSyS Fuel Efficiency System, che permette ai velivoli di seguire rotte più brevi, risparmiando carburante (e denaro) e diminuendo le emissioni di CO2.

Quanto fatto dalla compagnia aerea britannica fondata da sir Richard Branson segue le direttive della Comunità europea e delle autorità che nel vecchio continente disciplinano il settore, che negli ultimi 2 anni stanno facendo un lavoro coordinato proprio per permettere alle compagnie di effettuare rotte più brevi per risparmiare risorse e emettere meno sostanze inquinanti.

Quello che ha fatto Virgin Atlantic si basa su un calcolo fatto al computer, che da un lato consentirà di risparmiare 20 milioni di euro ogni anno e dall’altro di ridurre di 100mila tonnellate la quantità di anidride carbonica immessa nell’atmosfera.

Questo sistema, in realtà, permette di risparmiare anche sui consumi quando l’aereo sta rullando in pista o quando sta dirigendosi verso l’area destinata alla sosta, sulla falsariga di quanto fanno gli automobilisti per utilizzare meno benzina. I manager di Virgin hanno monitorato 300 diverse situazioni su ciascun volo, analizzando i dettagli di ogni manovra, riuscendo a tagliare le spese e le emissioni attraverso piccoli accorgimenti legati, oltre che alle rotte, anche alla manutenzione degli aeromobili e all’acquisto di nuovi Airbus A-330 più efficienti.

Il concetto di efficienza, nel settore aeronautico, non riguarda solo il consumo totale del velivolo ma la quantità di carburante bruciato in rapporto al numero dei posti disponibili a bordo. Ed è qui che Virgin risparmia una seconda volta: dopo le rotte più brevi, gli aerei più leggeri ultima frontiera in fatto di “low emission”. Gli ingegneri del costruttore Airbus hanno utilizzato materiali più resistenti e leggeri nella costruzione degli ultimi velivoli mentre le compagnie che li hanno ricevuti – Virgin come molte altre – hanno ridotto il peso a bordo, intervenendo sulla composizione della struttura dei sedili e su dettagli come la forma e il peso dei carrelli portavivande e sui materiali che compongono bottiglie e bicchieri nei quali i passeggeri bevono acqua e vino: non più di vetro ma di plastica.

Ogni nuovo aeromobile di Virgin è così arrivato a pesare 1,3 tonnellate in meno rispetto ai modelli utilizzati in passato, a tutto vantaggio dei consumi e delle emissioni.

Gli obiettivi del vettore britannico parlano chiaro: dopo un leggero aumento di CO2 dal 2010 al 2011 (da 117,5 a 118,8 g al chilometro), ci si aspetta una graduale diminuzione delle emissioni al punto che nel 2020 si dovrebbe arrivare a -30% rispetto al 2007 grazie anche agli investimenti in combustibili alternativi in fase di sviluppo, sulle orme di quanto stanno facendo altri vettori come KLM, che a giugno ha effettuato il primo volo della storia sul lungo raggio utilizzando biocarburanti.

14 novembre 2012
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