Adidas annuncia un piano per eliminare le sostanze chimiche pericolose dai propri prodotti, dall’abbigliamento sportivo alle scarpe, rispondendo così alle richieste di Greenpeace all’interno della campagna Detox. Un grande obiettivo per un grande successo, merito dell’impegno dell’associazione ambientalista per il rispetto non solo del Pianeta, ma anche dei consumatori.

Adidas, sponsor ufficiale dei Mondiali di Calcio in Brasile in via d’inaugurazione, ha stabilito un calendario preciso per eliminare tutti i perfluorurati dalla sua filiera di produzione. Entro il 2017, tutti i prodotti del marchio tedesco saranno liberi dai perfluorocarburi (PFC), mentre per l’intero ammontare dei perfluorurati la scadenza è fissata al 2020. Così spiega Chiara Campione, responsabile della Campagna Detox per Greenpeace Italia:

Quanto annunciato oggi da Adidas rappresenta un passo importante verso il futuro libero da sostanze tossiche di cui abbiamo bisogno. Un piano che dimostra come il marchio tedesco abbia finalmente preso con grande serietà questo suo importante impegno.

I perfluorocarburi servono solitamente per realizzare indumenti, dalle scarpe agli abiti sportivi, che siano resistenti ad acqua e sporco. Queste sostanze, però, non solo si accumulano nell’ambiente, ma costituiscono un rischio per il sistema immunitario, per il corretto sviluppo della tiroide, per le capacità della riproduzione umana. Nel progetto di Adidas, però, non vi è spazio solo per l’eliminazione delle sostanze tossiche, ma anche per una maggiore trasparenza sugli scarichi del 99% dei fornitori cinesi, così come una comunicazione più consapevole e autoevidente in favore degli acquirenti. Così aggiunge Chiara Campione:

Una vittoria per i consumatori dei prodotti Adidas, per le comunità locali obbligate a convivere con l’inquinamento delle proprie acque e per le generazioni future. Marchi globali come Adidas hanno il potere e la responsabilità di aiutarci a dare un calcio alle sostanze tossiche che sono nei nostri vestiti.

Già tre anni fa Adidas aveva sottoscritto l’impegno con Greenpeace, ma i risultati si sono fatti purtroppo attendere. Grazie all’impegno dell’associazione ambientalista, dei cyberattivisti e degli utenti social, nelle ultime tre settimane si è convinta l’azienda a invertire rotta.

11 giugno 2014
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