Attenzione a caramelle, succhi di frutta, marmellate, vino, ma anche dentifrici e addirittura al latte per neonati che compriamo. Potrebbero contenere acido tartarico sintetico, un sostituto di quello naturale, che sarebbe più economico, ma anche tossico in quanto prodotto a partire dal benzene.

La possibilità di trovare l’acido tartarico sintetico in questi alimenti, dove normalmente l’acido tartarico naturale (di cui l’Italia è il primo produttore in Europa) viene usato per bilanciare l’acidità dipende dal fatto che, come spiega l’avvocato Dario Dongo, esperto di diritto alimentare:

I recenti regolamenti europei sull’utilizzo degli additivi negli alimenti non distinguono tra il naturale e il sintetico esponendoci al rischio.

Paradossalmente il regolamento UE 872/12, che non determina regole per il tartarico di sintesi negli alimenti, lo vieta invece negli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con gli alimenti, poiché ancora si basa su studi che risalgono a un’era anteriore.

L’acido tartarico è rintracciabile di fatto nei prodotti elencati in precedenza così come negli agenti lievitanti per pane e dolci, come antiossidante ed emulsionante in alcuni alimenti e in molti farmaci che assumiamo. Esiste poi il rischio che si stia procedendo alla sua sostituzione al composto naturale, prodotto invece a partire dagli scarti di lavorazione delle uve nella produzione enologica (dove è presente sotto forma di sale di potassio). Come spiega ancora Dongo:

Già nel 1977 studi dimostravano che quello sintetico si accumula nei reni portandoli a nefrosi e il Comitato scientifico dell’Alimentazione umana ne aveva escluso l’utilizzo negli alimenti in Europa nel 1991.

L’acido tartarico sintetico verrebbe prodotto a partire dall’anidride maleica, ottenuta per ossidazione del benzene o dell’n-butano, per mezzo di una fermentazione realizzata grazie alla presenza di un enzima modificato geneticamente.

La denuncia arriva dal sito GreatItalianFoodTrade.it, mentre dalla questione si è interessato l’eurodeputato Paolo De Castro, già Ministro per l’Agricoltura in Italia e attuale coordinatore Socialists&Democrats della Commissione Agricoltura dell’Europarlamento, che ha presentato un’interrogazione parlamentare in cui ha chiesto “ragguagli urgenti alla Commissione Agricoltura e sviluppo rurale”:

Siamo stati avvisati di questa situazione dalle filiere produttive e deve essere fatta chiarezza al più presto. É assolutamente necessario ed urgente che la Commissione Europea autorizzi ulteriori studi per esaminare innanzitutto il profilo di sicurezza dell’acido tartarico sintetico per poi valutare se questo non debba essere escluso quantomeno dagli usi alimentari e farmaceutici.

Aggiungendo che il problema riguarda sì la salute dei consumatori, ma non è da dimenticare anche la concorrenza sleale di questo prodotto nei confronti di quello naturale, realizzato seguendo la stringente normativa europea in materia ambientale e di sicurezza sul lavoro e che per tale motivo ha un prezzo più elevato.

25 maggio 2015
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