Dopo una lunga battaglia contro il cancro, è morta questa notte a Nairobi Wangari Maathai, premio Nobel per la pace nel 2004. La donna, che si è spenta nell’ospedale cittadino dove era ricoverata per un trattamento antitumorale, aveva 71 anni ed era stata la prima donna africana a ricevere il prestigioso riconoscimento.

Celebre soprattutto per il suo impegno ambientalista, Wangari Maathai è stata la fondatrice del movimento “Green Belt”, che si batte soprattutto per contrastare la deforestazione, la perdita della biodiversità e l’avanzata della desertificazione nel continente africano. Alla guida della sua associazione, Maathai è riuscita a mettere a dimora negli ultimi anni oltre 30 milioni di alberi in diversi luoghi dell’Africa.

I diritti civili sono sempre stati l’altra grande passione della biologa keniota, che, soprattutto negli ultimi anni della sua vita, si è spesa moltissimo per la difesa delle donne e la loro emancipazione nelle società rurali africane. Un processo che, secondo la stessa Wangari Maathai, non poteva che partire dalla creazione di posti di lavoro per le donne.

È stata probabilmente la sua esperienza personale a convincere Maathai dell’importanza cruciale del lavoro per l’emancipazione femminile. Il premio Nobel, infatti, è stata la prima donna del Kenia a ricoprire il prestigioso incarico di docente di Veterinaria all’Università di Nairobi, e da diversi anni era deputata del parlamento keniota.

Grazie al suo impegno civile e all’attenzione alla sostenibilità, Wangari Maathai ha ottenuto numerosi riconoscimenti nel corso della sua pluriennale attività. Tra i tanti, il premio “Global 500″ del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), il riconoscimento “Africa per i Leader” e il premio per “Una Società Migliore”.

Ma le scelte di vita della keniota le sono costate anche persecuzioni, arresti e torture, che comunque non sono mai riusciti a fermarla. «Non possiamo stancarci o mollare, lo dobbiamo alle generazioni presenti e future, di ogni specie – amava ripetere Maathai – Dobbiamo alzarci e andare avanti!».

26 settembre 2011
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