Che detersivi e saponi inquinassero il mare era una cosa nota. Ma che l’habitat marino venga compromesso anche dall’uso di medicinali non ce lo aspettavamo neanche noi. Eppure è quanto emerge da uno studio del Dipartimento di Chimica dell’UAB (Universidad Autónoma de Barcelona).

Tale ricerca ha rilevato come molte sostanze medicinali, una volta assunte, finiscano comunque nel canale fognario; qui riescono a passare indenni ai vari filtri di depurazione (che non sono pensati per tali sostanze). Una volta giunti in mare, anche se a bassissime concentrazioni, sono in gradi di turbare l’ambiente minacciando flora e fauna locali.

I rischi però non si limitano soltanto a quelli già gravi sull’ambiente. Come ha rilevato uno dei ricercatori:

La preoccupazione aumenta quando si tratta della potabilizzazione delle acque destinate al consumo umano, in cui sempre più spesso viene rilevata la presenza di un cocktail di farmaci a bassa concentrazione (nanogrammi per litro), il cui effetto a lungo termine è sconosciuto.

Dunque, l’abuso di medicinali che è proprio della nostra società potrebbe avere effetti secondari e indiretti sulla nostra salute dei quali potremmo diventare coscienti solo fra molti anni. Fra le sostanze più pericolose che si riscontrano con una certa facilità in mare, la carbamazepina (farmaco antiepilettico psicotropo), i cui effetti su flora e fauna sono noti e poco piacevoli.

28 luglio 2011
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