I ricercatori della Cornell University hanno realizzato un materiale innovativo e molto conveniente per la depurazione delle acque reflue dagli inquinanti. Gli scienziati hanno creato elettrodi a nanofibra di carbonio e li hanno rivestiti con un conduttore chiamato PEDOT. Nel momento in cui viene applicato questo rivestimento cresce naturalmente uno strato elettrico con batteri capace di generare elettricità.

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Grazie ai conduttori viene creata una superficie che favorisce la presenza del batterio Geobacter sulfurreducens. Secondo i risultati della ricerca americana questo batterio riesce a purificare le acque reflue eliminando gli inquinanti e permette la produzione di elettricità.

Questo materiale potrebbe abbassare di molto il costo di un’operazione molto delicata, rendendo più facile depurare l’acqua inquinata. Gli elettrodi sono stati realizzati da Meryem Pehlivaner della Northeastern University e da Margaret Frey del College of Human Ecology attraverso dei processi di electrospinning e di carbonizzazione.

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Pehlivaner ha collaborato con altri studiosi per l’applicazione degli elettrodi a nanofibra di carbonio nel trattamento delle acque reflue e nella produzione di energia elettrica. Questo materiale è stato scelto per la sua elevata porosità e per la biocompatibilità con i batteri.

Gli esperti hanno spiegato che gli impianti di depurazione attualmente non utilizzano questo metodo. Impiegati su larga scala, i batteri potrebbero migliorare il trattamento delle acque reflue consentendo ai sistemi di depurazione di impiegare meno spazio.

30 giugno 2017
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