Buone notizie per le spiagge costiere e interne italiane arrivano dalla relazione annuale sulla qualità delle acque di balneazione stilata dall’AEA. Il rapporto si basa sull’analisi di ben 21 mila zone di balneazione dell’UE, della Svizzera e dell’Albania. L’Agenzia Europea dell’Ambiente ha promosso le spiagge italiane, collocando l’Italia al settimo posto tra i Paesi europei con la maggiore qualità e sicurezza delle acque di balneazione.

L’Italia nel 2014 ha guadagnato una posizione rispetto al 2013, quando a risultare non idonei rispetto agli standard europei, basati sui livelli di batteri rilevati nelle acque, erano 135 luoghi balneabili a fronte dei 105 registrati quest’anno, concentrati in Abruzzo, Campania, Calabria e Marche.

Quest’anno il 96,6% delle località balneari italiane è risultato in regola. Una percentuale che supera la media europea, a quota 95%. I siti con una buona qualità delle acque sono 4.377, a fronte dei 4.309 registrati nel 2013.

In Europa il primato per la qualità delle acque balneabili nel 2014 è andato a Cipro, Lussemburgo e Malta, dove la qualità dell’acqua è risultata eccellente nel 100% delle zone di balneazione. Seguono la Grecia a quota 97%, la Croazia al 94% e la Germania al 90%. Nelle ultime posizioni si piazzano l’Albania e la Romania.

La qualità delle acque è risultata scarsa soltanto in 409 dei campioni prelevati, pari al 2% delle aree balneabili europee. Nell’83% dei casi la qualità dell’acqua è risultata eccellente, con un aumento dell’1% rispetto ai dati registrati nel 2013.

Il Commissario per l’ambiente, gli affari marittimi e la pesca Karmenu Vella ha espresso soddisfazione per l’aumento dei livelli di sicurezza e pulizia delle acque balneabili europee, sottolineando gli sforzi compiuti dall’UE per tutelare la salute dei bagnanti. Le acque con alte percentuali di batteri possono causare disturbi gastrointestinali se ingerite.

Grazie agli impianti di depurazione, che filtrano le acque di scolo e i liquami provenienti dagli allevamenti, è possibile ridurre la concentrazione di batteri e limitare i rischi per la popolazione.

21 maggio 2015
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EEA
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