Le tariffe del servizio idrico continuano ad aumentare in Italia a dispetto della qualità delle prestazioni erogate, ancora carenti in diverse Regioni della Penisola. La denuncia arriva dalla Confesercenti, che ha pubblicato un’analisi sull’andamento dei prezzi delle utenze energetiche e dei servizi nel 2015.

Dal report dell’Ufficio Economico Confesercenti è emerso che le tariffe dell’acqua potabile hanno subito i rincari maggiori rispetto al 2014, facendo segnare un +8,8%. Si tratta dell’incremento più alto registrato dal 2011 quando le tariffe dell’acqua potabile aumentarono del 9,6% rispetto all’anno precedente.

Dall’analisi della Confesercenti si apprende che dal 2011 al 2015 la variazione cumulata delle tariffe dell’acqua potabile è stata del 36,6%. L’associazione ha individuato la causa principale dei rincari:

Gli adeguamenti tariffari del servizio idrico stabiliti dall’AEEGSI sono legati ai fabbisogni d’investimento, stimati in 4,5 miliardi di euro.

Buone notizie per i consumatori italiani arrivano invece sul fronte delle utenze energetiche. Tra il 2014 e 2015 le tariffe del gas naturale si sono attestate a quota -11%. Nel 2015 il prezzo del gas è sceso del 3,6% e l’energia elettrica ha fatto segnare un -1,5%. Il calo dei prezzi dell’energia ha comportato un risparmio limitato per le famiglie a causa dell’aumento delle tariffe dell’acqua potabile e di altri servizi.

Oltre all’acqua a pesare soprattutto sulle imprese è stato l’aumento della Tari. Negli ultimi 5 anni le aziende del settore turistico hanno subito aumenti fino al 35% sulla tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Per le famiglie l’incremento è stato del 24%, un rincaro più contenuto rispetto agli oneri per le imprese, ma pur sempre elevato.

La Confesercenti ha analizzato l’effetto del taglia-bollette, una misura introdotta nel Dl competitività del 2014 volta a ridurre i costi energetici di famiglie e piccole imprese.

Secondo le stime ogni nucleo familiare nel 2015 risparmierà mediamente 51 euro sulla spesa sostenuta per gas e luce. Il risparmio sarà di circa mille euro per un ristorante e fino a 3 mila euro per un albergo. Per le PMI i risparmi conseguiti con il taglia-bollette verranno però annullati dall’aumento della Tari e del servizio idrico.

9 novembre 2015
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