Il 2015 è stato un anno amaro per i consumatori italiani, alle prese con un aumento medio delle tariffe locali dell’acqua di ben l’8,5% rispetto ai prezzi registrati nel 2014. Un incremento che purtroppo non fa seguito a un miglioramento della qualità dei servizi offerti. A documentare l’incremento delle tariffe del servizio idrico locale sono gli ultimi dati diffusi dall’Osservatorio prezzi e mercati di Unioncamere.

Secondo Giovanni Valotti presidente di Utilitalia le tariffe idriche sono aumentate a causa del calo dei contributi pubblici, che continuano a diminuire. Nel 2013 i finanziamenti pubblici coprivano il 34% degli investimenti, nel 2014 appena il 20%:

Ora si sta adottando il principio che “chi usa l’acqua, paga l’acqua”. Le tariffe idriche italiane continuano a essere tra le più basse d’Europa: un terzo di quelle francesi, un quarto di quelle tedesche, un quinto di quelle scandinave e dei Paesi Bassi.

Valotti spiega che per evitare ulteriori sanzioni dall’Unione Europea occorrerebbe aumentare ulteriormente le tariffe idriche. I maggiori introiti coprirebbero gli investimenti necessari a mettere in regola il sistema idrico nazionale:

Dobbiamo anche renderci conto come cittadini che è impensabile pagare l’acqua un quinto della Danimarca se vogliamo garantire gli stessi standard di qualità nelle infrastrutture e nei servizi finali.

Le tariffe dell’acqua non sono le uniche a essere aumentate lo scorso anno. Secondo gli analisti nel 2015 i servizi gestiti dagli enti locali sono aumentati mediamente dell’1,8%. Nel 2014 i rincari rispetto all’anno precedente erano stati decisamente maggiori, a quota + 4,8%. A dispetto dei numerosi disagi per i pendolari denunciati da Legambiente, i trasporti ferroviari regionali nel 2015 hanno subito un aumento delle tariffe dell’1,9%.

I dati sui rifiuti solidi urbani sono invece più confortanti. Le tariffe nel 2015 hanno subito un decremento del 2,9% rispetto ai dati registrati dall’Osservatorio di Unioncamere nel 2014.

In calo anche le tariffe dell’energia elettrica e del gas, che chiudono il 2015 a quota -2,5% rispetto al 2014, a dispetto di un incremento su base annua dell’1,6%. Gli analisti fanno notare che si tratta del valore più contenuto dal Duemila.

7 marzo 2016
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