È uno dei rimedi naturali più conosciuti, se non il più diffuso, tant’è che viene tramandato invariato in generazione e generazione. Le doti disinfettanti dell’acqua e sale, un ritrovato popolare per antonomasia, sono riconosciute ai più. Ma quando questo sistema davvero si rivela utile e, soprattutto, quali sono le ragioni che ne definiscono le potenzialità?

Prima di cominciare, è bene sottolineare come l’automedicazione sia indicata solo per disturbi di lievissima entità e, naturalmente, dopo aver vagliato il parere del medico. In ogni caso, i rimedi con acqua e sale non possono considerarsi sostitutivi, o alternativi, agli eventuali trattamenti farmacologici prescritti dallo specialista di fiducia.

Acqua e sale: perché disinfetta?

L’impiego dell’acqua e sale come disinfettante risale a tempi antichissimi, tanto che pare sia antecedente alla scoperta dei primi ritrovati farmacologici. E sebbene oggi il suo ricorso sia superato da molecole più efficaci, mirate e ad azione rapida, questo ritrovato viene ancora largamente impiegato in ambiente domestico, soprattutto per trattare piccoli disturbi e ferite.

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Sebbene di primo acchito si possa pensare che quella dell’acqua e sale sia soltanto una credenza popolare, in realtà vi sono meccanismi specifici che ne giustificano l’effettiva efficacia, almeno per questioni di lieve entità. Senza pretesa di essere esaustivi, e proponendo una spiegazione generalizzata affinché sia comprensibile ai più, si può dire che il sale manifesta un’ottima capacità di attirare e assorbire i liquidi. Questa caratteristica è facilmente verificabile con un esperimento domestico, avvalendosi di una patata. Dopo aver tagliato l’ortaggio a metà, e aver eliminato parte della polpa interna, sarà sufficiente riempire la cavità creata con un pugno di sale: dopo qualche decina di minuti, si noterà come il sale stesso sia stato ricoperto di acqua, mentre la patata apparirà sempre più disidratata. Lo stesso principio si manifesta a contatto con la pelle o con le mucose: attirando a sé i liquidi, per effetto d’osmosi, il sale provocherà la progressiva disidratazione di eventuali microorganismi presenti, quali i batteri, determinandone la distruzione. Così facendo, si esplica quindi il potere disinfettante della soluzione.

Acqua e sale: quali gli usi?

Così come già anticipato, l’impiego di acqua e sale a scopo disinfettante è oggi relegato a questioni di piccola entità e, naturalmente, non può essere considerato alternativa a ritrovati più efficaci e altri trattamenti consigliati dal medico. Le applicazioni, tuttavia, sono le più svariate e riguardano normalmente piccoli traumi domestici o questioni di lieve entità.

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La soluzione di acqua e sale, ad esempio, è spesso scelta per i comuni problemi a livello orale, tramite comodi e veloci sciacqui. Grazie al potere disinfettante, il sale può essere d’aiuto nel trattamento di lievi traumi gengivali, come aiuto oltre al normale collutorio, tramite gargarismi per un momentaneo sollievo dai normali disturbi di gola tipici della stagione fredda. Il rimedio, tuttavia, non deve essere mai ingerito e, a volte, potrebbe generare del blando fastidio dovuto sia al sapore che al bruciore su mucose irritate.

Allo stesso modo, il trattamento con acqua e sale può essere ipotizzato come una soluzione d’emergenza per i piccoli tagli domestici, quando altri disinfettanti non sono disponibili: in genere, si immerge la parte in acqua tiepida, per favorirne un blando sanguinamento, mentre il sale aiuterà a mantenere la ferita pulita rispetto ai comuni batteri.

In questi casi d’emergenza, tuttavia, è doveroso specificare come non sempre l’impiego del sale può rivelarsi sufficiente per evitare i rischi di un’infezione e, di conseguenza, alla primissima applicazione devono seguire dei trattamenti più specifici, a livello topico o sistemico, a seconda di quanto consigliato dal medico.

29 ottobre 2016
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