Una membrana intelligente utile per desalinizzare l’acqua. È questo il risultato a cui sono arrivati i ricercatori dell’Università di Shinshu in Giappone e del Penn State ATOMIC Center. Gli scienziati hanno sviluppato un prodotto a base di grafene più robusto rispetto alle tecnologie a nanofiltrazione.

L’obiettivo è quello di realizzare un rivestimento ad alta efficienza che abbia allo stesso tempo una lunga durata e che possa eliminare la contaminazione per fornire acqua pulita alle popolazioni del mondo in cui la potabilità è scarsa. Lo ha spiegato Mauricio Terrones, professore di fisica, chimica, scienza e ingegneria dei materiali, che ha sottolineato come il lavoro stia portando proprio in questa direzione.

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Le potenzialità di questa membrana intelligente sono davvero tante, perché si potrebbe sfruttare anche nel trattamento delle acque reflue e in diverse applicazioni alimentari e farmaceutiche. La membrana in questione usa una tecnologia spray per coprire una miscela di ossido di grafene e di grafene a pochi strati.

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Il risultato è una membrana ibrida capace di resistere a un flusso intenso, a una pressione elevata e all’esposizione al cloro. Proprio la resistenza al cloro è uno dei punti di forza di questa nuova tecnologia, perché generalmente questa sostanza degrada in modo rapido le prestazioni delle membrane attuali.

Il grafene invece ha un’elevata resistenza meccanica ed è un materiale ideale per le membrane di desalinizzazione. La sfida è ancora aperta, perché bisogna tenere conto dei difetti del grafene a livello industriale ed è necessario attuare tecniche complesse per la gestione del materiale.

5 settembre 2017
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