L’ICE, la legge d’iniziativa popolare per i cittadini europei, è uno strumento di democrazia diretta da poco adottato dalle istituzioni europee. I difensori dell’acqua come bene comune pubblico non si sono fatti attendere. Il milione di firme, raccolte in pochi mesi, testimonia quanto sia sentito il tema in tutto Europa.

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La raccolta non è finita però e ogni firma in più è un appello perché la legge venga successivamente approvata. Cosa prevede però l’ICE? Il testo ufficiale è il seguente:

Esortiamo la Commissione europea a proporre una normativa che sancisca il diritto umano universale all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, come riconosciuto dalle Nazioni Unite, e promuova l’erogazione di servizi idrici e igienico-sanitari in quanto servizi pubblici fondamentali per tutti.

La legislazione dell’Unione Europea deve imporre ai governi di garantire e fornire a tutti i cittadini, in misura sufficiente, acqua potabile e servizi igienico-sanitari. Chiediamo che:

  1. le istituzioni dell’Unione europea e gli Stati membri siano tenuti ad assicurare a tutti i cittadini il diritto all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari;
  2. l’approvvigionamento in acqua potabile e la gestione delle risorse idriche non siano soggetti alle “logiche del mercato unico” e che i servizi idrici siano esclusi da qualsiasi forma di liberalizzazione;
  3. l’UE intensifichi il proprio impegno per garantire un accesso universale all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari.

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In Italia è il movimento Acqua Bene Comune a organizzare la raccolta, cercando di dare continuità al risultato del referendum della scorsa estate. L’obiettivo italiano sono 500 mila firme e siamo ancora molto lontani. Per chi volesse partecipare il link è il seguente.

14 marzo 2013
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I vostri commenti
Lapenta Pasquale, giovedì 21 marzo 2013 alle21:39 ha scritto: rispondi »

il mio comune l'acqua è gestita dal comune è il costo è di circa 30 centesimi a mc. Mentre le persone che vivono in comuni gestiti da consorzi pubblici-privati il costo si moltiplica x 4. Per questo motivo ritengo che l'acqua deve essere pubblica e gestita dai singoli comuni e non da falsi consorzi pubblici - privati che obbliga la legge per consorziarsi. Pasquale Lapenta Buonabitacolo Salerno

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