L’acqua potrebbe tornare ad essere uno dei temi pubblici più caldi del nostro Paese. Oggi alle 16.30 il comitato Acqua Bene Comune si ritroverà sotto Montecitorio per un sit-in di protesta. Ne abbiamo già parlato ieri: il pericolo è che, come annunciato, il Governo Monti tradisca il risultato referendario del 12 e 13 giugno aprendo nuovamente alle liberalizzazioni dei servizi idrici.

Un risultato che non abbiamo avuto timore a definire, insieme ad i ragazzi di Acqua Bene Comune, come un’aperta contraddizione con lo spirito che dovrebbe essere proprio di una democrazia.

Ma attorno al servizio idrico girano gli interessi di grandi multinazionali e possiamo solo immaginare quali siano le pressioni esercitate nei confronti delle nostre istituzioni. Aziende come la Hera, che avrebbero già disatteso il risultato referendario senza aspettare l’avallo di un governo amico. Grazie ad un municipio compiacente in Emilia Romagna, l’azienda ha potuto mantenere inalterate le tariffe nonostante dovesse per legge rinunciare al più 7% di profitto previsto dalla normativa abrogata dal referendum.

Per combattere “furti legalizzati” come questi, il movimento per l’acqua pubblica ha iniziato a proporre in tutta Italia un piano di “obbedienza civile” che consiste nell’autoriduzione delle bollette, disobbedendo di fatto a leggi a loro volta non rispettose del risultato referendario (disubbidienza che per la legge della doppia negazione diventa obbedienza).

Ma è chiaro che un intervento del Governo metterebbe tutto il movimento di fronte ad un bivio: o capitolare o alzare, legittimamente, il livello dello scontro. Non a caso, il coordinamento ha affermato in maniera dura:

Diciamo chiaramente a Monti, Passera, Catricalà e Polillo che non esiste nessuna liberalizzazione del servizio idrico che rispetti il voto referendario: il 12 e 13 giugno scorsi gli italiani hanno scelto in massa per la gestione pubblica dell’acqua e per la fuoriuscita degli interessi privati dal servizio idrico.

Non pensi il Governo Monti con la scusa di risanare il debito di poter aggirare il voto referendario con trucchi e trucchetti, 27 milioni di italiani si sono espressi per la ripubblicizzazione del servizio idrico e questo ci aspettiamo dal Governo nei prossimi giorni.

Un Paese in difficoltà come il nostro, non dovrebbe perdere tempo a discutere di diritti su cui milioni di italiani hanno appena espresso un’opinione inappellabile. Con buona pace delle multinazionali e dei loro interessi per una volta, e siamo contenti di dirlo, il modello da seguire dovrebbe essere quello di Napoli.

Fonti: Acqua Bene Comune | Il Fatto Quotidiano

18 gennaio 2012
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