Avere acqua potabile da poter bere e consumare senza problemi per noi è una cosa normale, ma non è così in alcune parti del mondo. Ecco allora che due studenti danesi hanno inventato “Solar Sack“, una sacca solare insomma, che permette una depurazione dell’acqua poco costosa ed ecologica. Il concetto è stato testato nei villaggi, nei campi profughi e nelle baraccopoli in Africa orientale dove verrà commercializzato.

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Anders Løcke e Louise Ullmann, studenti di Architettura e Design presso l’Università di Aalborg (AAU), hanno così dato vita a SolarSack. Si tratta di una borsa speciale contenente quattro litri d’acqua che deve essere posta al sole per quattro ore. Utilizzando raggi UVA e UVB, così come il calore solare, l’acqua viene pulita da batteri patogeni. Trascorso questo tempo si potrà bere l’acqua e riutilizzare la borsa per nuove depurazioni.

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Il metodo è stato approvato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha stimato come il 99,9% dei batteri patogeni nell’acqua, una volta sottoposta al processo di depurazione effettivamente muoia. Gli studenti hanno testato SolarSack in Kenya e in Uganda con utenti e organizzazioni locali, che hanno trovato questa soluzione geniale e allo stesso tempo economica.

Solar Sack costerà circa un dollaro e l’invenzione ha vinto il 21 giugno l’edizione danese del concorso ClimateLaunchpad per start-up green. Adesso i due ricercatori passeranno alla finale internazionale di Cipro a ottobre, dove potranno vincere finanziamenti e assistenza per sviluppare ulteriormente il progetto.

28 giugno 2017
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