Acqua potabile grazie a un pezzetto di legno, l’invenzione del MIT

Purificare l’acqua dai batteri con un filtro economico ricavato dagli alberi. Questa la novità presentata da Rohit Karnik, ricercatore presso il Massachusetts Institute of Technology, che ha visto nel sistema di filtraggio linfatico delle piante uno strumento efficace e “low cost” per depurare i liquidi.

A spingere Karnik a guardare alle piante per il filtraggio delle acque un’analisi del sistema linfatico degli alberi, che nel corso della storia hanno sviluppato un efficiente sistema per filtrare le bolle d’aria. Merito secondo gli scienziati dello xilema, un tipo di tessuto presente all’interno del tronco deputato al passaggio della linfa dalla parte centrale, più vecchia, verso il legno nuovo posizionato nella zona più esterna.

Il sistema di filtraggio si basa su pochi elementi: un piccolo tubo di plastica, un pezzetto di legno di pino decorticato lungo circa un pollice (da inserire al suo interno) e un fermo metallico per bloccare il filtro. Un meccanismo semplice ed economico che garantirebbe, secondo Karnik, un quantitativo di acqua filtrata di 4 litri al giorno.

Secondo i test effettuati, utilizzando legna presa da alberi di pino all’interno di giardini privati, il sistema di filtraggio bloccherebbe particelle anche più piccole dei batteri, garantendo quindi la rimozione di sostanze nocive come ad esempio l’Escherichia Coli. Necessario però utilizzare del legno fresco, specifica il ricercatore, in quanto i test effettuati con parti essiccate hanno fornito esiti negativi. Non è possibile inoltre impiegare questo filtro per la rimozione dei virus, le cui dimensioni sarebbero troppo ridotte per gli attuali standard registrati.

Un sistema che tuttavia offrirebbe, conclude Karnik, uno strumento molto importante nelle mani di quelle popolazioni del Terzo Mondo alle prese con gravi problemi batterici legati alla contaminazione delle acque. Un filtro che potrà però essere migliorato e magari reso ancora più efficiente:

Ci piacerebbe vederlo ulteriormente sviluppato in futuro, così stiamo cercando fondi per lo sviluppo di questi dispositivi di filtraggio. Non pensiamo di chiederne il brevetto. Non penso che qualcosa di così universale debba essere brevettato, ma penso che questo processo basato sullo xilema e come ne ricaviamo il sistema di filtraggio sia un punto sul quale si debba investire visto il grande potenziale di sviluppo di questa tecnologia.

6 marzo 2014
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massimo, venerdì 7 marzo 2014 alle9:36 ha scritto: rispondi »

"...Non pensiamo di chiederne il brevetto...." Hahaha vorrei proprio vedere come farebbero ad impedire all'intera umanità di farsi in casa questo giochino completamente naturale ed economico : facevano meglio a tacere, il MIT rimane un club privè esclusivamente al servizio del potere economico mondiale, per quel che riguarda il pianeta ed i suoi abitanti a loro francamente non interessa molto anzi....Tesla, Mallowe, Benveniste ecc ecc.....DOCET!

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