Acqua potabile dall’aria del deserto grazie a nuova invenzione del MIT

I ricercatori del MIT hanno sviluppato un nuovo dispositivo in grado di estrarre l’umidità dall’aria molto secca, il che significa che potrebbe fornire acqua potabile anche in luoghi estremamente aridi come quelli del deserto una possibilità che garantirebbe la sopravvivenza laddove la crisi idrica non lo consente a tutti.

Il nuovo dispositivo, basato su un concept che il team ha proposto per la prima volta l’anno scorso, è stato testato sul campo nell’aria molto secca di Tempe, in Arizona, confermando il potenziale dell’innovativo sistema. Rimane ancora molto da fare dato che si è alle prime fasi di sperimentazione, ma certamente quanto fatto finora fornisce un nuovo approccio per risolvere il problema della scarsità d’acqua nei climi aridi.

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Il sistema, basato su materiali ad alta area superficiale chiamati reticoli metallorganici o MOF, può estrarre acqua potabile anche dall’aria più secca del deserto, dicono i ricercatori, con tasso di umidità al 10%.

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Alimentato esclusivamente dalla luce del sole, il dispositivo di test ha prodotto quantità d’acqua basse poiché ha dimensioni piccole, ma i ricercatori prevedono che, se scalato, potrebbe produrre più di un quarto di litro di acqua al giorno per chilogrammo di MOF impiegato. Il prossimo passo è quello di lavorare per aumentare la capacità del dispositivo e aumentarne l’efficienza:

Speriamo di avere un sistema in grado di produrre litri d’acqua. […] Questa tecnologia, se si può aumentare ulteriormente la sua capacità produttiva, può avere un impatto reale in aree dove l’acqua è scarsa, come nel sud della California.

26 marzo 2018
Immagini:
MIT
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