Sanpellegrino è leader in Italia nel settore delle acque minerali, basterebbe citare i marchi che fanno capo all’azienda: S.Pellegrino, Acqua Panna, Levissima, Nestlé Vera, S.Bernardo, Recoaro, Pejo. C’è però un aspetto che non sempre viene analizzato, cioè il forte impegno dell’azienda sul tema della sostenibilità. Per chiarire quali sono i valori che guidano il Gruppo Sanpellegrino abbiamo intervistato Daniela Murelli, Direttore Corporate Social Responsibility Gruppo Sanpellegrino.

Acqua di rubinetto o acqua in bottiglia? È una domanda che si pongono in molti. Quali sono i vantaggi, se ci sono, nel consumare acqua in bottiglia?

Prima di tutto è importante chiarire bene la differenza tra l’acqua minerale e le altre acque. L’acqua minerale non è semplicemente acqua, rappresenta una realtà unica: per legge deve provenire solo da falde sotterranee protette da rischi di inquinamento, essere imbottigliata alla fonte con condizioni igieniche particolari, mantenere le proprie caratteristiche chimico-fisiche costanti nel tempo e può presentare proprietà favorevoli alla salute.

È il Ministero della Salute che riconosce e autorizzata un’acqua “Minerale Naturale” in quanto tale e le sue caratteristiche devono essere valutate sotto il profilo geologico e idrogeologico, organolettico, chimico, fisico-chimico e microbiologico; questo a garanzia della sua purezza originaria.

Ogni acqua minerale naturale ha, infatti, una propria personalità e caratteristiche organolettiche differenti conferite dal territorio dal quale sgorga e dalle sostanze di cui si arricchisce durante il suo lungo viaggio, che talvolta dura decenni, attraverso le rocce profonde verso la sorgente.

Dal punto di vista ambientale, quando si parla di acqua in bottiglia, si evidenziano spesso i problemi legati allo smaltimento delle bottiglie. In questo senso qual è l’impegno di Sanpellegrino?

Il packaging riveste un ruolo fondamentale per le aziende che imbottigliano acqua minerale poiché rappresenta una vera e propria cassaforte che dalla sorgente arriva sulle nostre tavole, mantenendo l’acqua minerale semplicemente pura, così come sgorga. Per questo ci impegniamo nella realizzazione di packaging sempre più “sostenibili”, riducendo il peso delle bottiglie in PET e di tutti i materiali da imballaggio. Dal 2007 al 2012 abbiamo, infatti, ridotto l’utilizzo di PET dell’8,17%, e nel 2010 siamo stati la prima azienda in Italia ad aver lanciato sul mercato, “LaLitro” di Levissima, una bottiglia con il 25% di PET Riciclato. L’ultima innovazione è il Bio Based PET: a luglio 2013, sempre con il marchio Levissima, abbiamo messo in commercio una bottiglia in PET con il 30% di origine vegetale, proveniente dalla canna da zucchero. La bottiglia è quindi a tutti gli effetti in PET, mantenendone tutte le proprietà: è leggera, infrangibile, igienica, e adatta al gasato, oltre a essere al 100% riciclabile.

Inoltre il Gruppo Sanpellegrino è impegnato nell’educare e sensibilizzare i cittadini sull’importanza della raccolta differenziata del PET. ad esempio a Milano, in partnership con Amsa, società di igiene urbana, e con il Comune di Milano, abbiamo dato vita tra il 2012-2013 a un progetto pilota: nelle aree pic-nic dei principali parchi milanesi sono state allestite isole ecologiche dotate di bidoni per la raccolta differenziata. L’obiettivo è incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti e il riciclo del PET, non solo nella propria abitazione, ma anche nei luoghi comuni di convivialità, come i parchi. Inoltre, in partnership con Secam, società di igiene urbana della Provincia di Sondrio, e con il patrocinio della Provincia di Sondrio, per la stagione sciistica 2012-2013, abbiamo allestito punti di raccolta della plastica nelle adiacenze dei rifugi e degli impianti di risalita delle skiarea dell’alta Lombardia.

I progetti educativi intrapresi da Sanpellegrino toccano anche i bambini, cittadini del futuro, un esempio è la campagna ‘Raccogli la plastica, semina il futuro’, che negli anni scolastici 2012-13 e 2013-14 ha coinvolto le scuole primarie delle principali città italiane, come Milano, Firenze, Roma e Napoli. Un concorso nato per stimolare la sensibilità dei bambini sull’importanza del PET, come utilizzarlo e smaltirlo nel modo corretto, entrando così a far parte della R-Generation, la generazione a cui la raccolta differenziata sta a cuore, così come le sorti del proprio pianeta.

Altro problema delle acque minerali è la produzione di CO2 derivante dai processi di imbottigliamento e dai trasporti. Come gruppo detentore di ben 7 marchi di acque minerali (S. Pellegrino, Acqua Panna, Levissima, Nestlé Vera, Recoaro, S.Bernardo, Pejo) quali sono le azioni che avete messo in campo?

In un’ottica di riduzione dell’impatto ambientale, noi del Gruppo Sanpellegrino poniamo grande attenzione agli aspetti logistici privilegiando il trasporto ferroviario rispetto a quello su gomma. In Italia infatti, l’acqua minerale è il prodotto alimentare che più “viaggia” in treno e Sanpellegrino è l’operatore del settore largo consumo che utilizza in percentuali più elevate il trasporto ferroviario. Solo nel 2012 sono state movimentate da Trenitalia circa 417.000 tonnellate di prodotti del nostro Gruppo e questo ha permesso di ridurre le emissioni di CO2 del 78% (dati calcolati da Trenitalia e verificabili sul sito www.ecotransit.org) rispetto al tradizionale trasporto su strada, che avrebbe richiesto l’impiego di 16.054 camion (Ipotesi di 26 tonn a camion).

Inoltre ci avvaliamo, attraverso il nostro partner logistico, di camion Euro 5, tecnologia grazie alla quale l’abbattimento delle emissioni nocive è notevole, e per l’esportazione in Europa dei prodotti S. Pellegrino e Acqua Panna ricorriamo a un sistema di trasporto intermodale, che utilizza hub intermodali e trasporto ferroviario.

Notevoli sono gli sforzi anche sul fronte dell’innovazione logistica, che mirano a massimizzare le relazioni strategiche con i nostri partner, in favore di una riduzione dell’impatto ambientale. Come riconoscimento di questo impegno, il Gruppo Sanpellegrino ha ricevuto per due anni consecutivi – 2012 e 2013 – il “Premio Logistico dell’Anno”, conferito da Assologistica e €uromerci.

Con il marchio Levissima siete impegnati dal 2007 in un progetto di ricerca scientifica, in collaborazione con l’Università degli studi di Milano, per il monitoraggio delle perdite idriche causate dalla riduzione dei ghiacciai e la formulazione di proposte concrete per contrastare questi fenomeni. Ci può sintetizzare i risultati raggiunti?

Nell’estate 2007, attraverso il marchio Levissima, abbiamo intrapreso un progetto di ricerca sulle Alpi Lombarde in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, volto a quantificare le perdite idriche causate dalla fusione glaciale a seguito del riscaldamento atmosferico.

Le cime montuose della Valdisotto in Valtellina, dove nasce Levissima, con particolare attenzione al Ghiacciaio Dosdè, si sono trasformate in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto. Nei primi due anni abbiamo avviato un esperimento di protezione attiva del ghiacciaio: una porzione del ghiacciaio è stata ricoperta con un tessuto “geotessile” durante i periodi estivi, salvando così 230.000 litri d’acqua. Si è proseguito con lo studio del permafrost, o ghiaccio “nascosto” nella roccia e nel suolo, che funge da collante naturale, altro fondamentale indicatore climatico. Attraverso speciali termometri abbiamo misurato la “febbre” delle rocce di Cima Piazzi costatando l’assenza di permafrost superficiale, che garantirebbe invece una maggiore stabilità delle rocce.

Nel 2011 siamo arrivati a studiare la neve che riveste il Ghiacciaio Dosdé Orientale, quantificando quanta acqua, proveniente dalla sua fusione, vada ad alimentare i bacini idrici di alta quota e i torrenti di media e bassa quota: il ghiacciaio, durante il periodo estivo, ha perso spessore e ha riversato nei torrenti e nei fiumi sottostanti ben 2,6 milioni di metri cubi di acqua.

L’ultima tappa della ricerca, presentata nel 2012 in collaborazione con il Comitato Ev-K2-CNR, con il patrocinio del Comitato Glaciologico Italiano e del World Glacier Monitoring Service, è un importante progetto internazionale, che vedrà il compimento nel 2014: il nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani. è infatti da decenni, in particolare dal 1989, che non viene realizzato un elenco completo e omogeneo dei ghiacciai italiani, risorsa importante dal punto di vista idrologico, climatico e turistico, ed è da oltre mezzo secolo che non si fornisce un quadro chiaro delle variazioni avvenute al glacialismo italiano. a oggi sono stati divulgati i dati aggiornati dei ghiacciai della Lombardia e del Piemonte.

Parliamo infine di energia. Sanpellegrino sta puntando molto sulla riduzione del consumo di energia elettrica e l’utilizzo di energia acquistata da fonti rinnovabili. Quanto è importante un investimento in questa direzione e quali vantaggi possono derivare anche in termini economici per un’azienda come la vostra?

Lo sviluppo e il progresso della nostra azienda hanno uno stretto legame con l’utilizzo responsabile delle risorse e siamo convinti che lavorare in questa direzione possa favorire la nostra competitività, portando risultati soddisfacenti in termini di business e tutelando l’ambiente.

Il risparmio di energia e l’attenzione all’innovazione e all’utilizzo di fonti alternative è da sempre uno dei nostri principali obiettivi, per ridurre l’impatto ambientale della produzione: dal 2007 al 2012 abbiamo ridotto il consumo di energia elettrica del 14,3% e, da gennaio 2011, per tutti i nostri stabilimenti utilizziamo il 100% di energia elettrica acquistata da fonti rinnovabili certificata RECS (Renewable Energy Certificate System). Siamo anche parte attiva del Consorzio Sanpellegrino Nestlé Green Energy per l’utilizzo di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili. Il Consorzio è nato a marzo 2010 da una collaborazione tra Nestlé, il Gruppo Sanpellegrino, la San Bernardo Wind Energy ed Emmecidue. Il progetto in favore dell’utilizzo di energia rinnovabile e del rispetto dell’ambiente permette allo stabilimento di S.Bernardo a Garessio di essere collegato direttamente al parco eolico.

7 gennaio 2014
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I vostri commenti
Davide, giovedì 16 gennaio 2014 alle9:09 ha scritto: rispondi »

Perdonatemi, apprezzo moltissimo la cura con cui è realizzato il vostro sito, ma l'aggettivo "sostenibile" abbinato ad aziende come San Pellegrino (leggi Nestlè) non è forse il più appropriato. Tralasciando i km che queste acque in bottiglia percorrono sui tir che le trasportano, le falde che prosciugano rincorrendo profitti sempre più alti, le quantità insormontabili di plastica che producono e i diritti dei lavoratori spesso negati... mi domando: tutto questo sfacelo per cosa? Beviamo l'acqua del rubinetto e teniamoci stretti l'acqua come un bene pubblico, che è pure più buona e controllata:

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