Gli italiani non si fidano dell’acqua del rubinetto. È quanto rivela una ricerca del Censis condotta per conto di Coldiretti, che svela come le famiglie dello Stivale ricorrano al 54% all’acqua in bottiglia e al 20% alle caraffe filtranti, lasciando il comune rubinetto ben chiuso o relegato solo alle operazioni di pulizia.

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L’acqua minerale continua a non aver rivali sul mercato dell’alimentazione e della cucina italiana, sebbene in realtà la gran parte del territorio della nazione non presenti particolari controindicazioni nel ricorrere a quella del rubinetto. Eppure i dati mostrati dalla Coldiretti Emilia Romagna non lasciano troppo spazio ai dubbi: il 23% degli intervistati è convinto che l’acqua minerale sia più buona, il 31% la considera più salutare, il 37% ricorre al rubinetto e per il 9% la spesa per l’acqua è addirittura troppo gravosa per il budget a disposizione. Se si sommano i primi due gruppi, si ha un 54% di italiani che rimane rigorosamente fedele alla bottiglia.

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Non solo paura e salute, però, ma anche comportamenti di contenimento dei costi e una maggiore attenzione all’ambiente. Sebbene l’acqua in bottiglia sia più costosa rispetto a quella del rubinetto, un fatto quindi in controtendenza con le abitudini di risparmio in un periodo di profonda crisi economica, le famiglie non vi rinunciano. Ma più dell’82% degli intervistati ammette di aver passato l’ultimo biennio nella ricerca dell’offerta più bassa o di qualche irrinunciabile promozione, mentre l’86% riutilizza alimenti avanzati dai pasti precedenti. Inoltre, negli ultimi anni è cambiata totalmente la percezione dell’acqua come risorsa unica per l’uomo: il 59% degli intervistati (il 65% a Sud del Paese) riconosce il problema della scarsità delle risorse idriche e il 70% è molto preoccupato riguardo la qualità di tali risorse e l’inquinamento.

Si mutano così le abitudini quotidiane: l’84% del campione non spreca acqua lasciando aperti i rubinetti e ha installato sistemi di contenimento come i rompigetto, il 52% ha ridotto le risorse necessarie per pulire l’automobile, il 48% ne ha ridotto le quantità per piante e giardino e la stessa percentuale ha installato WC dal doppio flusso. E fra tutte le regioni dello Stivale, al Nord Est va la palma d’oro delle popolazioni più attente all’acqua.

Contestualmente alla scarsità delle risorse idriche e all’arrivo del caldo, torna anche il terrore della siccità. Per la gran parte degli intervistati, in particolare nelle regioni del Sud, dove il problema si ripete ciclicamente ogni anno, la siccità sarebbe direttamente connessa ai cambiamenti climatici e la sua soluzione potrebbe essere la costruzione di dighe o di grandi bacini, dove raccogliere neve e acqua durante i mesi invernali.

8 maggio 2013
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