Lungo, espresso, ristretto, americano il caffè è una delle bevande più apprezzate in tutto il mondo. Negli USA milioni di persone bevono ogni giorno diverse tazze di caffè per affrontare con più energia la giornata lavorativa, studiare fino a tardi o socializzare. Un così largo consumo però fa lievitare l’impatto ambientale della bevanda, generando grandi quantità di rifiuti. Per ridurre i fondi del caffè da smaltire un gruppo di scienziati propone di riutilizzarli per uno scopo non meno nobile del compost: decontaminare l’acqua dal piombo e dal mercurio.

Queste sostanze contaminanti in alte concentrazioni possono rappresentare un rischio per la salute umana e per l’integrità degli ecosistemi. I metodi di depurazione dell’acqua dai metalli spesso sono costosi e non accessibili facilmente. Il nuovo sistema messo a a punto dagli scienziati americani promette una soluzione al problema pratica ed economica.

Il metodo di depurazione alternativo, descritto sulla rivista Sustainable Chemistry & Engineering edita dall’American Chemical Society, prevede l’integrazione dei fondi del caffè in un filtro di spugna.

La ricercatrice Despina Fragouli spiega che ogni anno i ristoranti, l’industria alimentare e i consumatori producono milioni di tonnellate di fondi di caffè. La maggior parte purtroppo finisce ancora in discarica, mentre una percentuale più esigua viene impiegata come fertilizzante, come fonte di biodiesel o nei mangimi per animali.

Esperimenti condotti in precedenza hanno dimostrato che la polvere estratta dai fondi del caffè può essere utilizzata per eliminare gli ioni dei metalli pesanti dall’acqua, scongiurando rischi per la salute. Per separare la polvere dall’acqua pulita finora era necessario però un ulteriore passaggio.

Il merito di Fragouli e dei suoi colleghi è di aver semplificato questo processo, inserendo i residui del caffè macinato usato in una spugna composta da un bioelastomero. La spugna ha rimosso fino al 99% degli ioni di mercurio e di piombo presenti nell’acqua, funzionando per 30 ore.

In un altro test effettuato facendo scorrere l’acqua contaminata sulla spugna gli ioni di piombo rimossi sono stati il 67%. Nel sistema il caffè rimane isolato e fisso. Dopo l’uso può perciò essere rimosso facilmente e smaltito regolarmente senza dover compiere ulteriori passaggi.

23 settembre 2016
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