Entro il 2040 sulla Terra potrebbe accendersi la spia rossa dell’emergenza acqua. Secondo un recente studio, condotto dai ricercatori danesi della Aarhus University, la produzione di energia elettrica, ai tassi di crescita previsti, richiederà talmente tanta acqua da creare problemi all’approvvigionamento idrico.

Il mondo, secondo gli esperti, sarà chiamato a una scelta difficile: soddisfare il fabbisogno idrico della popolazione o impiegare le riserve d’acqua per coprire i consumi dell’industria energetica.

Già negli ultimi anni la scarsità idrica ha iniziato a colpire con maggiore frequenza diverse aree del mondo, mettendo a rischio il rifornimento di acqua potabile e l’agricoltura. Tuttavia, nella maggior parte dei Paesi, sono le centrali elettriche le maggiori consumatrici di acqua. Gli impianti necessitano infatti di notevoli risorse idriche per i cicli di raffreddamento.

Gli unici sistemi energetici che non richiedono cicli di raffreddamento sono quelli eolici e solari. Da qui il suggerimento dei ricercatori: bisogna favorire una transizione sempre più massiccia di tutti i Paesi verso le fonti rinnovabili per ridurre i consumi di acqua e tutelare l’oro blu, necessario alla sopravvivenza della popolazione.

Dalla ricerca è emerso che le industrie energetiche si curano poco dei consumi di acqua e nella maggior parte dei casi non hanno nemmeno sistemi che quantificano le necessità idriche. Impensabile secondo gli autori, dal momento che già entro il 2020 l’acqua diventerà un problema per il 30-40% della popolazione mondiale. Come ha sottolineato la prima firma dello studio, il professor Benjamin Sovacool:

Il fatto che il settore elettrico non si renda nemmeno conto di quanta acqua consuma rappresenta un problema enorme. Non abbiamo risorse idriche illimitate e questo potrebbe portare a una grave crisi se nessuno fa qualcosa al più presto.

I ricercatori hanno messo a punto una roadmap per prevenire il rischio di un’emergenza idrica planetaria:

  • Migliorare l’efficienza energetica.
  • Investire in cicli di raffreddamento alternativi.
  • Calcolare quanta acqua consumano gli impianti energetici.
  • Investire nell’energia eolica e nell’energia solare.
  • Dismettere le centrali elettriche che utilizzano combustibili fossili nei luoghi più a rischio di siccità, vale a dire in metà del Pianeta.

30 luglio 2014
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, giovedì 31 luglio 2014 alle1:05 ha scritto: rispondi »

Non illudiamoci di poter risolvere il problema solo con il risparmio, il numero di persone nel mondo non può essere infinito, le riserve disponibili sono purtroppo limitate.

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