La bolletta dell’acqua degli italiani è sempre più salata. Ogni famiglia spende mediamente 355 euro all’anno per la fornitura idrica. A rivelarlo è l’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva che ha individuato le Regioni italiane in cui l’acqua ha costi maggiori.

Al primo posto della classifica troviamo la Toscana dove la spesa media annua per il servizio idrico integrato è pari a 526 euro. Cittadinanzattiva evidenzia che le Regioni in cui il costo dell’acqua ha subito i maggiori incrementi lo scorso anno sono quelle settentrionali e centrali, dove nel 2014 si è registrato un aumento delle bollette rispettivamente del 6,8% e del 6,3%.

Per quanto riguarda le città italiane in cui il costo dell’acqua è più alto nelle prime posizioni incontriamo i capoluoghi toscani. A Firenze, Pistoia e Prato ogni famiglia spende mediamente 563 euro all’anno per la bolletta dell’acqua. La città italiana con la bolletta dell’acqua meno cara è invece Isernia, con una spesa di appena 120 euro annui, seguita da Milano a quota 136 euro.

Cittadinanzattiva fa notare che dal 2007 a oggi il costo dell’acqua in Italia è aumentato di ben il 52,3%. Solo nel 2014 l’incremento è stato del 6,6% rispetto ai costi per l’acqua sostenuti da ogni famiglia nel 2013.

Il tutto a fronte di un servizio spesso carente e intermittente in molte aree del Paese. Come sottolinea Tina Napoli, responsabile delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva, in Italia ci sono ancora molte lacune da colmare per ridurre la dispersione idrica lungo la rete e assicurare acqua potabile a tutti i cittadini 365 giorni all’anno.

Tina Napoli spiega che bisogna superare anche le disparità regionali, ricordando che oggi un cittadino di Aosta paga appena 9 euro per il servizio di acquedotto a fronte dei 355 euro pagati da un cittadino di Reggio Calabria. A Cremona per i servizi di depurazione e fognatura si spendono 49 euro, mentre a Carrara la spesa per lo stesso servizio è sei volte superiore, pari a 298 euro.

L’associazione dei consumatori ha rivolto un appello alle amministrazioni comunali affinché coinvolgano i cittadini nella valutazione del servizio per migliorarne la qualità e ridurre i costi sostenuti in bolletta da ogni famiglia:

Bisognerebbe applicare il comma 461 dell’art.2 delle Legge Finanziaria per il 2008. Un gesto che potrebbe rappresentare un atto di coraggio da parte delle amministrazioni e un’assunzione di responsabilità da parte di cittadini ed organizzazioni di consumatori, per considerare la qualità e l’efficienza un bene comune.

20 marzo 2015
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I vostri commenti
mexsilvio, venerdì 20 marzo 2015 alle20:09 ha scritto: rispondi »

L'ingordigia di usare le tasse come una clava leggo che fa proseliti ..??? I cittadini di Aosta sara' anche vero che pagano poco l'acqua ... pero' pagano 5,000 -6,000 euro di riscaldamento , che i cittadini di Reggio Calabria , non si sognano , neanche negli incubi piu' atroci , di pagare , ..!!!! chi e' vicino ai monti , ha pericolo di frane , inondazioni , freddo per 7 -8 mesi l'anno , in cambio ha acqua pura a volonta' ....!!

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