Tra i progetti finanziari più ambiziosi del nostro Paese c’è la costituzione di una Multiutility dei servizi pubblici partecipata da tutte le ex aziende municipalizzate del Nord Italia. In pratica, una seconda azienda dopo l’Enel si preoccuperebbe di offrire un’ampia varietà di servizi, in particolare quelli di natura energetica.

Tra gli sponsor politici più favorevoli il vicesindaco di Milano Bruno Tabacci e il sindaco di Torino Piero Fassino che ha recentemente dichiarato in merito:

È una decisione coraggiosa e lungimirante che fa decollare un grande progetto per il paese.

Meno favorevoli sono i comitati Acqua Bene Comune che lamentano un uso delle municipalizzate più per motivi di valorizzazione del capitale privato che non per migliorare effettivamente i servizi per i cittadini:

Leggiamo con preoccupazione il rapido delinearsi della grande Multiutility del nord, di cui l’integrazione di Iren e A2A, sponsorizzata da Fassino, Tabacci è il primo passo. Riteniamo che tale operazione non abbia come fine il miglioramento dei servizi ma che nasca unicamente per soddisfare esigenze di ordine finanziario.

Stando così le cose, il progetto andrebbe in direzione contraria rispetto alla richiesta di una diversa gestione dei beni comuni che il referendum del 12 e 13 giugno avrebbe espresso:

Con la cessione alle logiche di mercato di servizi pubblici essenziali si va nettamente contro l’esito dei referendum di giugno, in cui la maggioranza assoluta dei cittadini si è espressa per gestioni pubbliche e partecipative.

Siamo fin troppo abituati a vedere situazioni simili, in cui, attraverso il falso mito dell’efficienza, aziende che gestivano servizi pubblici essenziali sono uscite totalmente dal controllo pubblico per mettersi nelle mani dei privati e delle logiche finanziarie. In questo modo i Comuni sono stati espropriati del loro ruolo di istituzioni di prossimità e i cittadini hanno perso qualsiasi strumento di controllo sui servizi.

Oltre che un richiamo pubblico alla lotta contro quest’eventualità, il messaggio del comitato diventa anche un appello verso quei sindaci del Nord, primo fra tutti Giuliano Pisapia, che sulla difesa dei beni comuni hanno basato parte della propria campagna elettorale:

Chiediamo agli amministratori interessati, in primo luogo a Pisapia, la cui elezione è stata il frutto di una straordinaria esperienza di partecipazione sociale, di prendere una netta posizione contraria a operazioni di consegna del patrimonio pubblico ai privati e alla finanza.

Fino a ora, però, l’appello ci sembra però che sia caduto nel vuoto.

Fonti: Acqua Bene Comune | Repubblica.it

15 febbraio 2012
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