L’inquinamento dell’acqua pubblica nel Lazio torna a minacciare la salute. Dopo la sentenza con la quale lo scorso gennaio il TAR una maximulta ai ministeri Ambiente e Salute per danni alla salute causati dall’arsenico, a riportare l’attenzione sul pericolo legato alla presenza di questo semimetallo nelle risorse idriche laziali è stato uno studio sulla salute dei consumatori presentato da Antonella Litta, referente dell’associazione italiana medici per l’ambiente (Isde Italia) e Luciano Sordini, segretario della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) di Viterbo.

L’arsenico presente nelle risorse idriche della regione sta causando un nuovo picco di incidenze tumorali nei cittadini laziali, con un aumento della mortalità che raggiunge nella Provincia di Latina punte del 12%. In particolare, tra gli uomini, si registrano tra le cause forti aumenti di forme di cancro alla vescica e ai polmoni. A rischio 91 comuni di cui 60 nel viterbese, 22 nella provincia di Roma e 9 in quella di Latina. Un totale di poco meno di un milione di residenti, 973.777 secondo il Censimento ISTAT 2001.

Gli esiti della ricerca dimostrano in maniera inequivocabile, sostiene Antonella Litta, la correlazione tra arsenico e patologie tumorali. Un pericolo già evidenziato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, ma che in Italia viene ancora ampiamente sottostimato:

La ricerca mette finalmente nero su bianco quello che denunciamo da anni che l’arsenico è legato ad un aumento delle morti e della malattie correlate.

In Italia la presenza di arsenico nelle acque è fuori controllo, arrivando a superare in alcune zone di ben 5 volte il limite previsto dall’Europa dei 10 microgrammi/litro. Il nostro Paese non è ancora riuscito a bonificare dall’arsenico le reti idriche in molte zone della penisola.

A questo si aggiungono anche i non rischi correlati a patologie tumorali per i consumatori di acqua pubblica, ma anche malattie cardiovascolari, ipertensione, diabete e broncopneumopatia cronica ostruttiva, tutte presenti in proporzioni ben maggiori rispetto ai valori medi. L’inquinamento da arsenico per l’acqua pubblica in Italia riguarda in totale 128 Comuni italiani. A questo fa riferimento l’ultimatum UE del 31 dicembre, data entro la quale l’Unione Europea chiede interventi efficaci per risolvere in via definitiva la situazione d’emergenza.

23 ottobre 2012
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I vostri commenti
Airenzo, mercoledì 24 ottobre 2012 alle21:03 ha scritto: rispondi »

ma i veleni irrorati in bassa atmosfera tramite aerei facenti parte del programma NATO "Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025" con cui l'Italia ha concesso lo spazio aereo per esperimenti e rilascio di sostanze chimiche NON NOTE per modificare il clima e la composizione chimica dei terreni sottostanti può avere attinenza con tutti i disturbi cronici denunciati nel presente articolo?

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