L’acqua è un bene prezioso, senza cui la vita sul nostro pianeta sarebbe impossibile: purtroppo le risorse idriche diminuiscono sempre di più, soprattutto a causa dell’impatto delle attività umane.

A lanciare l’allarme è l’ONU, con il report “World Water Development” presentato a New Delhi: entro 15 anni il ci troveremo ad affrontare un calo della disponibilità d’acqua del 40%. In vista della Giornata mondiale dell’acqua, prevista per il 22 marzo, la conferenza di Delhi invita ad agire subito per mitigare un problema enorme, quello della futura mancanza di acqua.

La logica della produttività massima degli ultimi 200 anni, propria dei modelli economici capitalistici, non ha rispettato i delicati ecosistemi esistenti né la disponibilità delle risorse naturali: continuando così, il pianeta verrà impoverito in modo irreversibile.

Solo il settore agricolo utilizza già il 70% dell’acqua dolce disponibile, percentuale che tocca il 90 nei Paesi più tecnologicamente arretrati. Entro il 2050, per garantire la sopravvivenza a tutta la popolazione mondiale dovremo produrre il 60% in più di cibo, il 100% in più nei Paesi in via di sviluppo, con un esborso in termini di risorse idriche pesantissimo. Michel Jarraud, a capo di ONU-Acqua e segretario generale dell’Organizzazione meteorologica mondiale, ha spiegato:

Il settore agricolo sarà uno dei primi a dover incrementare l’efficienza, riducendo gli sprechi d’acqua e aumentando la produttività delle colture in maniera sostenibile.

Attualmente la produzione energetica risucchia il 15% delle riserve di acqua dolce del pianeta: anche questa fetta potrebbe salire al 20% entro il 2035. L’aumento maggiore sarà però quello richiesto dall’industria manifatturiera che arriverà, tra il 2000 e il 2050, a dover utilizzare il 400% delle attuali risorse:

Per arginare il problema serviranno sistemi più efficienti di raffreddamento degli impianti e una crescita delle fonti rinnovabili come eolico, solare e geotermico.

Ad oggi l’accesso all’acqua potabile è un diritto ancora negato per 748 milioni di persone sul nostro pianeta, mentre sono 2,5 miliardi quelli che non possono utilizzare strutture e servizi igienico-sanitari.

Anche questa cifra potrebbe drammaticamente aumentare se non si innescherà un deciso cambio di rotta, a partire dalle maggiori economie del mondo fino ai Paesi più arretrati. Jarraud ha concluso:

L’acqua è legata in modo indissolubile al cambiamento climatico, all’agricoltura, alla sicurezza alimentare, alla salute, all’uguaglianza, alla parità di genere ed all’educazione.

C’è già un consenso a livello internazionale sul fatto che l’acqua e i servizi igienico-sanitari siano essenziali al raggiungimento di molti obiettivi di sviluppo sostenibile: questo report è fondamentale per capire il ruolo dell’acqua nell’Agenda globale per lo sviluppo.

20 marzo 2015
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, sabato 21 marzo 2015 alle22:48 ha scritto: rispondi »

Solita causa: Siamo in troppi. E pensare che l'uomo si è accorto che troppi animali rovinano il bosco, ma non si accorge che la stessa relazione vale anche per lui, si crede forse un essere composto di solo "spirito" ? Ma forse soggiace purtroppo solo all'istinto naturale di riprodursi il più possibile e a tutti i costi, istinto che anima d'altronde anche tutti gli altri esseri viventi. La Natura provvede comunque a ristabilire l'equilibrio, in modo drastico e crudele .

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