L’Aconitum napellus è uno dei molti rimedi omeopatici dispobili. Si ottiene sottoponendo al consueto processo di diluizione la tintura madre ricavata dall’omonima pianta, una specie erbosa appartenente alla famiglia della Ranunculaceae che cresce nelle zone boschive di montagna.

La pianta di Aconitum napellus risulta alta circa un metro. Le foglie di forma arrotondata dal diametro di circa 5-7 centimetri mentre i fiori sono alti circa 1-2 centimetri e colorati di un intenso viola scuro. Oltre ad essere storicamente impiegata per le sue proprietà curative, la sua radice è stata utilizzata in passato anche come veleno da porre sulla punta delle frecce o delle lance.

Proprietà curative

Le proprietà curative dell’Aconitum napellus comprendono nella maggior parte dei casi le manifestazioni acute dei disturbi con essa trattabili. Questo accade ad esempio nei confronti della rinite, della laringite e della bronchite.

Per quanto riguarda la febbre è indicata nel caso di stati febbrili che si manifestano in maniera repentina e tendono a mostrarsi nella loro maggiore gravità con l’avvicinarsi della mezzanotte. Sintomi tipici in questo caso sono brividi, forte senso di sete e pelle molto calda.

Sempre in tema di possibili malanni invernali, un altro suo possibile impiego è nel trattamento di colpi di freddo e piccoli traumi (granelli di polvere) che interessano gli occhi. Utile anche in caso di otite e otalgia. Nei confronti delle malattie cardiovascolari viene utilizzata in caso di ipertensione arteriosa e tachicardia.

L’Aconitum napellus risulta inoltre molto efficace nel trattamento del dolore, anche per quanto riguarda il mal di denti (odontalgie del lato sinistro). Contrasta nevralgie con sintomatologia composta da formicolio, dolori acuti e intorpidimento, con progressione dei sintomi dall’alto in basso.

Combatte la congestione derivata dall’assunzione troppo veloce di una bevanda gelata e contrasta la sintomatologia dolorosa e il sanguinamento delle emorroidi, rivelandosi infine indicata anche contro la diarrea.

Dosaggio omeopatico e possibili controindicazioni

Nel trattamento omeopatico delle affezioni viene solitamente utilizzata una serie di diluizioni che sono di solito comprese tra i 4 e i 6 CH. Questo accade ad esempio nel caso di disturbi cardiovascolari, con dose consigliata di 3 granuli o 5 gocce ogni 3 ore, con diluizione da 4 o 5 CH. I tempi di somministrazione andranno come al solito allungati in corrispondenza del miglioramento della sintomatologia.

Negli altri casi si utilizzano 3 granuli o 5 gocce, con tempi che vanno dall’una alle tre ore, con diluizione a 6 CH. Fanno eccezione la febbre e le altre manifestazioni a carattere acuto, per le quali può essere utilizzata anche una diluizione a 3 DH.

Resta in ogni caso, per una corretta definizione della sintomatologia e degli altri fattori rilevanti per l’omeopatia, consigliato il consulto del proprio medico omeopata.

24 novembre 2014
I vostri commenti
silvia, giovedì 10 novembre 2016 alle22:03 ha scritto: rispondi »

un ottimo prodoto naturale

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