L’acido glicolico, indicato spesso nelle etichette anche come acido idrossiacetico, è una molecola molto utilizzata soprattutto dall’industria cosmetica e farmaceutica, sempre per preparati utili nel campo della dermatologia.

La molecola a temperatura ambiente è solida e, per tale motivo, non è raro sentire parlare di “cristalli di acido glicolico”. Questi si sciolgono facilmente in acqua, alcol e anche acetone: soprattutto i primi due sono due comuni solventi presenti nei cosmetici.

Si tratta di una molecola di origine naturale. Le principali fonti di acido glicolico sono la canna da zucchero, la barbabietola, l’uva acerba, l’ananas e il melone.

Come già sottolineato si tratta di un comune componente di molti prodotti ad uso cosmetico, come creme, detergenti per il viso e peeling. In tutti questi preparati è in genere presente in una percentuale inferiore al 3%, se si tratta di cosmetici di uso comune reperibili anche in profumeria o nei supermercati delle grande distribuzione. Quando è utilizzato in quantità maggiori il rimedio diventa un farmaco anche con obbligo di prescrizione medica, o applicabile sono in ambito ambulatoriale da un dermatologo specializzato.

Vediamo a che cosa servono i preparati a base di acido glicolico, le controindicazioni e precauzioni d’uso.

A cosa serve

La principale caratteristica della molecola dell’acido glicolico è la capacità di attraversare tutti gli strati della pelle. Questa naturale abilità lo rende uno dei principali principi attivi utilizzati come esfolianti.

L’efficacia in questa indicazione è garantita già alle basse concentrazioni. L’acido è efficace già al 10%: creme e peeling così delicati sono disponibili come prodotti di libera vendita e sono adatti ad un uso frequente e personale.

Quando nel preparato cosmetico la concentrazione di acido glicolico va da 30% al 75-80%, si ha a che fare con un preparato cosmetico “ad uso professionale” e per l’applicazione serve rivolgersi a un dermatologo.

Il peeling profondo regala un evidente effetto anti-age: riduce la profondità delle rughe e migliora aspetto e luminosità delle pelle. In dermatologia il peeling all’acido glicolico è particolarmente indicato anche per favorire la remissione dei segni dell’acne o alle macchie.

Le due azioni dell’acido glicolico

L’azione esercitata a livello dell’epidermide dipende da due fattori: la concentrazione nel preparato e il pH, ossia il grado di acidità dello stesso. La combinazione di questi due elementi determina il livello d’azione sull’epidermide.

A basse concentrazioni l’azione è limitata a livello epidermico come esfoliante e dunque si ottiene l’eliminazione dello strato corneo superficiale.

Ad alte concentrazioni l’azione è sicuramente anche a livello epidermico superficiale, ma l’acido glicolico promuove il rinnovamento cellulare. In più si ottiene un’azione a livello dermico profondo: aumenta la riproduzione e l’attività dei fibroblasti, migliora l’idratazione cutanea, stimola la biosintesi del collagene e favorisce la circolazione sanguigna, e dunque l’ossigenazione, dermica.

Controindicazioni

L’acido glicolico è fotosensibilizzante. Per questo motivo di solito si preferisce applicarlo nei mesi più freddi. In primavera ed estate è opportuno utilizzare, in caso di esposizione solare, una crema con il giusto filtro di protezione antisolare.

Il trattamento con acido glicolico è controindicato nei pazienti con malattie autoimmuni, allergie o herpes simplex.

30 giugno 2015
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