L’acido citrico è una dalle molecole acide più diffuse negli alimenti di origine vegetale, inoltre fa parte anche delle sostanze che vengono naturalmente prodotte dagli organismi aerobici, incluso quello umano. Note fonti di acido citrico sono gli agrumi: 100 ml di succo di limone o arancia ne contengono, rispettivamente, 5 e 1 grammi. Tuttavia, oltre gli agrumi, ne sono ricchi anche altri frutti come le fragole, i kiwi, i ribes e alcuni ortaggi come peperoni, cetrioli e pomodori.

In natura l’acido citrico è un metabolita intermedio del Ciclo di Krebs, il noto processo biochimico con cui le cellule utilizzano ossigeno nel processo della respirazione cellulare. Questo acido, in forma di sali di citrato, è inoltre essenziale nella stabilizzazione delle ossa.

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Da quando è stato scoperto, l’acido citrico è diventato importante – oltre che per l’approfondimento delle conoscenze sul metabolismo cellulare – anche per il suo impiego nell’industria cosmetica, alimentare e farmaceutica: si tratta infatti di una molecola di cui sono note le qualità antiossidanti, stabilizzanti, conservanti anticalcare e disincrostanti.

Vediamo quali sono i campi di applicazione dell’acido citrico e le controindicazioni.

Usi e proprietà dell’acido citrico

In campo industriale l’acido citrico è noto come E330 e i suoi sali – citrato monosodico, disodico e trisodico – come E331a, E331b e E331c rispettivamente. I sali di potassio – monopotassico e dipotassico – sono conosciuti invece come E332a e E332B. Di impiego comune sono anche e derivati della serie E333, ossia i citrati di calcio.

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Nei detergenti l’acido citrico, contenuto in una percentuale variabile dal 15 al 20% circa, è un buon disincrostante e anticalcare. A questo scopo, l’acido citrico anidro, acquistabile facilmente come materia prima, può essere addizionato ad acqua distillata e impiegato come detergente o ammorbidente ecologico e sostenibile.

La sua naturale capacità di regolarizzare il pH, il grado di acidità, è particolarmente apprezzata in cosmetica, dove appunto viene impiegato per regolare il pH delle preparazioni oltre che come antiossidante e sebo-normalizzante, per le creme indicate per l’acne.

Nell’industria alimentare, l’acido citrico viene addizionato a bibite, gelatine, confetture e birra, per la sua efficacia come regolatore di acidità, antiossidante o addensante e correttore di acidità. Nelle bevande gassate, con il sodio bicarbonato, assicura l’effetto effervescente. Indicativamente con i medesimi scopi viene impiegato anche nell’industria farmacologica, dove è tuttavia noto anche come anticoagulante utile nel corso delle analisi di laboratorio sul sangue del prelievo.

Controindicazioni

Nonostante le ampie opportunità di utilizzo, l’acido citrico può essere dannoso in caso di eccessivo impiego:

  • ingerito in eccesso, causa la degenerazione dello smalto dentale o del peggioramento dei sintomi delle ulcere allo stomaco e all’esofago;
  • in quantità eccessiva, danneggia i reni e, a diretto contatto, con la pelle o gli occhi ne causa irritazione anche grave.

Queste controindicazioni sono di rara insorgenza e si riferiscono più che altro all’impiego dell’acido citrico puro. Quanto contenuto negli alimenti in modo naturale non è in grado di causare l’insorgenza di effetti avversi, se non quelli sullo smalto dentale.

Gli additivi della serie E330 a uso alimentare sono, a oggi, considerati innocui e non sono stati registrati effetti collaterali negativi. Questo vale anche per i derivati della serie E331, impiegati soprattutto per gelati, formaggi e dolciumi, e quelli della serie E332, utilizzati in confetture e prodotti da forno.

24 febbraio 2017
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