Acetilcolina: proprietà ed effetti

L’acetilcolina è è stato il primo neurotrasmettitore a essere identificato. È stato scoperto da Henry Hallett Dale nel 1914, ma la conferma dei suoi primi risultati e le successive prove arrivarono più tardi, con Otto Loewi: i due ricercatori hanno vinto il premio Nobel per la fisiologia e la medicina nel 1936 per la loro scoperta.

Il nostro organismo produce e utilizza diverse molecole, che sono più genericamente conosciute come neurotrasmettitori, per trasmettere segnali da una cellula all’altra. Uno dei più abbondanti nel corpo umano è l’acetilcolina: è presente sia nel sistema nervoso centrale che nel sistema nervoso periferico.

L’acetilcolina nei muscoli

Guy

Nel sistema nervoso periferico, questo neurotrasmettitore contribuisce all’attivazione dei muscoli e ne controlla un certo numero di funzioni. L’acetilcolina trasmette i segnali tra i nervi motori e i nostri muscoli scheletrici. Ad esempio, il cervello potrebbe inviare un segnale per muovere il braccio destro, il segnale viene trasportato lungo le fibre nervose fino alle giunzioni neuromuscolari. A questo punto, il segnale viene trasmesso dall’acetilcolina, che darà il via all’azione al movimento del braccio destro attivando i muscoli specifici.

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Sempre a livello periferico, l’acetilcolina è attiva:

  • sull’apparato cardiovascolare, dove determina vasodilatazione, diminuzione della frequenza cardiaca, diminuzione della forza di contrazione cardiaca;
  • sull’apparato gastrointestinale, dove regola le contrazioni e le secrezioni dello stomaco e dell’intestino;
  • sull’apparato respiratorio, dove determina broncocostrizione;
  • sull’apparato urinario ,dove regola la contrazione della vescica;
  • sulle ghiandole esocrine come quelle lacrimali, salivari, digestive e le ghiandole sudoripare;
  • sull’occhio.
  • L’acetilcolina nel cervello e nel sistema nervoso centrale

    L’acetilcolina agisce nel sistema nervoso centrale ed è coinvolta in molti meccanismi che controllano la motivazione, l’eccitazione e l’attenzione. L’alterazione della concentrazione di questo trasmettitore rispetto al normale è critica per molte attività ed è stata associata all’insorgenza di diverse malattie, tra le quali anche il morbo di Alzheimer.

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    Bassi livelli di acetilcolina: sintomi

    Come già detto, la variazione rispetto al normale della concentrazione di acetilcolina è stata correlata a diverse malattie, anche gravi. I primi segnali della riduzione della quantità di questo neutrasmettitore sono:

    • riduzione della capacità di concentrazione;
    • problemi di memoria, come difficoltà nel ricordare nomi e volti, compleanni, liste, indicazioni o istruzioni;
    • pensiero lento e confuso;
    • difficoltà nel trovare le parole giuste;
    • disorientamento;
    • disperazione e senso di tristezza.

    L’acetilcolina è prodotta dal nostro organismo a partire dalla colina, una molecola correlata alle vitamine del gruppo B: è presente negli alimenti come uova, fegato e manzo ed è possibile che una dieta povera di vitamine del gruppo B comporti l’insorgenza di questi sintomi. Altre cause identificate sono l’esposizione a mercurio, piombo, alluminio e a diverse sostanze chimiche.

    La colina

    Farmaci

    L’acetilcolina non ha un’applicazione farmacologica perché, in seguito alla sua somministrazione, viene idrolizzata e non riesce a mantenere concentrazioni efficaci. Per intervenire in caso di alterazione della normale concentrazione di questo neurotrasmettitore si impiegano i farmaci colino-mimetici, che mimano l’azione dell’acetilcolina.

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    Per il trattamento delle sindromi cerebrali degenerative, disturbi cognitivi, deficit di memoria, con confusione e disorientamento dell’anziano, si somministra colina alfoscerato: si tratta di un farmaco con obbligo di prescrizione disponibile in diverse posologie e forme farmaceutiche. La colina è disponibile anche come integratore senza obbligo di prescrizione, con formulazione chiaramente diversa rispetto al farmaco. Si tratta di una integrazione che andrebbe comunque assunta dopo aver parlato con il medico e non sulla base di indicazioni generiche.

    4 settembre 2018
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