È un caso drammatico di animal hoarding, quello che ha coinvolto una donna di 65 anni negli Stati Uniti. La proprietaria, le cui generalità non sono state rivelate, è stata trovata senza vita all’interno della sua abitazione, con parti del corpo dilaniate, forse strappate dalle decine di cani affamati con cui condivideva la casa. Il tutto è accaduto presso Van Buren County, nell’Arkansas, ma la vicenda ha già assunto rilevanza internazionale.

Secondo quanto riportato dal New York Daily News, gli agenti di polizia e i rappresentanti della protezione animali si sarebbero trovati di fronte a una situazione davvero ingestibile: all’incirca 50 cani, aggressivi e affamati, nella proprietà. All’interno dell’abitazione il corpo senza vita della proprietaria, dilaniato forse dell’azione degli stessi quadrupedi.

Date le condizioni precarie della tenuta, e la difficoltà di raggiungere l’entrata, le autorità hanno dovuto sopprimere alcuni fra i più pericolosi animali presenti, molti dei quali aggressivi e denutriti. Un triste epilogo che si è reso necessario anche per proteggere l’intera comunità, così come spiega la testata statunitense, poiché questi esemplari non avevano chances di poter essere recuperati. Si tratta di uno dei casi di animal hoarding, ovvero di accumulo di animali, fra i più drammatici occorsi negli Stati Uniti. Un paese dove questa problematica, che richiede un percorso psicoterapeutico per poter essere affrontata, risulta in crescita: secondo la ASPCA, si stimano dai 900 ai 2.000 casi di animal hoarding all’anno sul territorio a stelle e strisce.

Al momento, non è dato sapere dove la donna abbia raccolto tutti i questi cani, così come anche ignote sono le cause del decesso, sebbene pare che la sessantacinquenne soffrisse di epatite C. Tre anni fa, inoltre, vi era stato un primo intervento da parte delle autorità, con la scoperta di ben 103 cani.

L’accumulo di animali è una problematica che non solo danneggia i proprietari, perché costretti a vivere nel caos causato da decine di esemplari fra deiezioni e odori sgradevoli, ma anche e soprattutto per gli animali. I cani, la specie più colpita, sono infatti spesso costretti a vivere la loro intera esistenza stipati fra le quattro mura domestiche, impossibilitati a uscire all’esterno, poiché il proprietario teme possano fuggire. E non solo si moltiplicano le questioni igieniche, ma anche tutte le problematiche connesse alle malattie infettive, nonché al controllo della riproduzione.

27 novembre 2015
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