La crisi economica incombe su tutte le famiglie italiane e, come se non bastasse, a preoccupare i possessori di animali domestici ci pensa anche il redditometro: i veterinari italiani hanno denunciato un calo alla microchippatura dei cani per paura di finire fra le grinfie del fisco. Ma come assicurare la massima cura del proprio animale anche in periodi di ristrettezza economica? Di seguito, alcune idee per il mondo per i gatti.

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La riflessione prende spunto da alcune discussioni nate in Rete, dove in molti si stanno chiedendo se sia giusto per le famiglie più povere accudire un gatto, nonostante il portafoglio vuoto. La risposta è assolutamente sì: un gatto non è un giocattolo da sacrificare quando il conto corrente si fa più ristretto, è un membro a tutti gli effetti della famiglia, e come tale deve essere trattato. Ma come fare? La risposta è molto semplice: con l’ingegno e con il risparmio.

Si parta dalla pappa: chi ha detto che un micio che non si nutre con gustose prelibatezze della marca più blasonata sul mercato sia un gatto mal accudito? Si può provvedere a una perfetta dieta del gatto, così come si è già visto, anche passando per il fai-da-te. Gli amanti della cucina potranno facilmente trovare tutti gli ingredienti per una dieta completa nella dispensa di casa, da piccoli pezzetti di carne recuperati magari da tagli esclusi dalla cottura, ai minerali contenuti nelle verdure, risparmiando anche il 70% sui costi finali di una pappa di produzione industriale.

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Si prosegua con le cure veterinarie: la spesa per il veterinario è solitamente molto alta, ma è del tutto irrinunciabile. Come fare per non sacrificare questo versante della cura felina, quando il conto corrente è davvero deserto? Qualora il micio avesse già effettuato tutte le vaccinazioni del caso e si fosse già sottoposto a sterilizzazione, ci si può informare presso le associazioni animaliste della propria zona. Sono molte quelle che forniscono servizi di check up generico, o di controlli di base, in modo del tutto gratuito o a bassissimo prezzo. I tempi potrebbero essere più lunghi rispetto al veterinario di fiducia, ma in casi limite è meglio attendere che non provvedere affatto. E come rispondere ai costi delle medicine? Spesso sono le stesse associazioni a provvedere, ma anche il passaparola è molto importante: vi sarà sicuramente un amico a cui è rimasta inutilizzata una scatola del farmaco di cui avete bisogno e, molto spesso, i farmaci prescritti sono gli stessi che l’uomo utilizza normalmente nella sua quotidianità, ovviamente a dosaggi inferiori. Chiedere alle proprie cerchie di conoscenze potrebbe risolvere ogni problema.

Per l’accudimento pratico, invece, non dovrebbero esserci grandi problemi: in casa si avrà già a disposizione tutto l’occorrente come cuccia, cuscini, giocattoli e trasportini. Sono tutti materiali che, in caso di usura, possono essere facilmente riutilizzati. Creare un gioco per gatti in casa è facilissimo, a volte basta una pallina e un filo. Si possono, inoltre, utilizzare vecchi abiti per creare l’imbottitura di un comodo giaciglio, oppure un vecchio telo per ricoprire quel trasportino che inizia a dare segni di cedimento. Basta solo ago, filo e un po’ di pazienza. Con un po’ di feltro recuperato da vecchie custodie, un asse di legno scartavetrato e qualche chiodo, inoltre, sarà possibile fabbricare un rudimentale tiragraffi. Lo stesso vale anche per la lettiera: dal terriccio alla segatura, sono molti i modi praticamente gratuiti con cui ricrearla

Infine, che fare se si ci si trovasse nella situazione opposta, ovvero come aiutare una famiglia con gatti in difficoltà? La solidarietà in tempi di crisi è molto importante: se un vostro parente o un amico dovesse versare in improvvise condizioni di indigenza economica, aiutatelo nel mantenimento del micio, perché la presenza del felino in casa sarà una delle poche fonti di gioia rimaste. Si possono donare scorti alimentari, farmaci, coperte, sabbietta e chi più ne ha più ne metta.

29 gennaio 2013
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I vostri commenti
Roberta, venerdì 17 maggio 2013 alle22:41 ha scritto: rispondi »

si. risparmiamo in questo..e poi mi hanno chiesto 220 euro x castrarlo....................

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