La crisi economica colpisce anche gli animali domestici: sono sempre meno le risorse a disposizione delle famiglie e lo spauracchio del redditrometro, così come appurato qualche giorno fa, rischia di rendere la vita dei cani ancora più difficile. Ma è possibile accudire un cane con un conto corrente piangente? La risposta è sì, con un po’ di aiuto e tanto ingegno.

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Si è visto ieri come sia possibile gestire i gatti anche in periodi di crisi e gran parte dei consigli valgono anche per il mondo canino. Ma vi sono anche delle sostanziali differenze, soprattutto in fatto di dimensioni, alimentazione e intrattenimento. Come nel caso dei felini, tuttavia, vale la pena di ricordare come i problemi economici non debbano portare al sacrificio dell’animale: è un membro a tutti gli effetti della famiglia e come tale va trattato.

Il versante dove si può ottenere il maggiore risparmio è sicuramente quello dell’alimentazione. Non necessariamente un cibo costoso o di marche blasonate è garanzia di benessere e salute per Fido, a volte anche il fai-da-te può portare a risultati altrettanto validi. Riutilizzare gli ingredienti in credenza, riproporre in modo creativo alcuni avanzi della sera precedente, salvare quel taglio di carne altrimenti destinato al rifiuto: creare un perfetto manicaretto per il cane è facilissimo.

Si passa, quindi, al fattore cure veterinarie. Se l’animale è dotato di buona salute e ha già effettuato tutte le vaccinazioni, si dovranno eseguire solamente le visite di controllo. Qualora mancasse il denaro per pagare la parcella del veterinario, si ricorda che molte associazioni animaliste organizzano turni di visita gratuiti, anche se le tempistiche potrebbero essere più lunghe. Si provi a telefonare alle associazioni della propria zona, potrebbe esistere un servizio di prenotazioni o una lista d’attesa. E per il microchip? Anche in questo caso si può puntare all’intervento gratuito: spesso le amministrazioni comunali, come recentemente successo a Milano, organizzano giornate di microchippatura esente da costi. Per i farmaci, invece, si può chiedere ad amici e parenti – spesso in casa ne rimangono confezioni inutilizzate ma non ancora scadute – o controllare per bene il nome del medicinale. È frequente che cani e umani condividano alcuni farmaci, non è inusuale averli già a disposizione a casa magari inconsapevolmente.

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Per la gestione pratica dell’animale, il risparmio dipende molto dalla sua taglia. Un Alano sarà certamente più impegnativo di uno Yorkshire, ma riciclo e creatività potrebbero essere utili sia a razze piccole che mastodontiche. La cuccia presenta fori, non è più isolata? Basta recuperare vecchi abiti in calda lana e rifoderarne l’interno. La ciotola della pappa è da cambiare? Si può utilizzare una vecchia scodella in plastica per l’insalata o uno di quei tanti contenitori rigidi per il frigo e il microonde. I giocattoli sono tutti mordicchiati e non più funzionanti? A volte basta un legnetto, una pallina o anche un pomeriggio da dedicare al bricolage. Gli unici prodotti su cui non si può lesinare sono il guinzaglio e il collare: devono avere misure standard per non affaticare l’animale o provocarne un involontario soffocamento. In questo caso il passaparola sarà utilissimo: sicuramente vi saranno amici e parenti che ne hanno a disposizione più esemplari, una volta di proprietà di cagnolini ora sul Ponte dell’Arcobaleno.

30 gennaio 2013
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