L’Unione Europea ha annunciato la ratifica dell’Accordo di Parigi sul clima. Il via libera del Parlamento UE ha sancito la rimozione dell’ultimo ostacolo all’entrata in vigore del provvedimento per gli Stati membri, che avverrà entro un mese dalla data di ieri. Positiva l’accoglienza di ANEV, Associazione Nazionale Energia del Vento, che richiama ora l’Italia al mantenimento degli impegni presi.

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La ratifica da parte dell’UE dell’Accordo di Parigi è avvenuta ieri alla presenza del presidente della Commissione europea Jean-Claude Junker, del segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon e della presidente della COP21 Sègoléne Royal. Lo stesso Junker ha poi dichiarato, a voto avvenuto:

Oggi l’Unione Europea è passata, in materia di clima, dall’ambizione all’azione. L’Accordo di Parigi è il primo del suo genere e non sarebbe stato possibile raggiungerlo senza l’Unione Europea. Oggi continuiamo a dar prova di leadership e a dimostrare che, insieme, l’Unione Europea può conseguire risultati.

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Una ratifica che però da sola non sarà sufficiente, ricorda ANEV, ma che richiederà l’impegno di tutti gli Stati membri affinché tale provvidento venga tradotto in misure concrete. Le proposte comunitarie per ridurre del 40% le emissioni climalteranti entro il 2030 dovranno essere attuate mediante ratifica parallela da parte dei singoli Paesi sulla base delle rispettive procedure.

ANEV chiede quindi al Governo Renzi di fare la sua parte per mantenere quanto promesso a Parigi, puntando sulla Green Economy e sulla crescita delle fonti rinnovabili e sull’eolico. Secondo quanto ha sottolineato infine l’associazione:

Dopo le parole servono i fatti e quindi aspettiamo gli strumenti atti a realizzare gli investimenti necessari a trasformare “l’ambizione in azione”.

Il solo settore eolico in Italia è giunto a oltre 9.300 MW di potenza installata sul territorio nazionale in grado di produrre energia elettrica pari a 14,6 TWh di energia pulita, che corrispondono a circa il 6% dei consumi totali di energia elettrica e che permettono di risparmiare 21 milioni di barili di petrolio e di coprire il fabbisogno di 15 milioni di persone circa.

5 ottobre 2016
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I vostri commenti
Pescespada trafitto, giovedì 6 ottobre 2016 alle20:38 ha scritto: rispondi »

….e il governo Renzi risponde prontamente all’appello: ministro Calenda e sua vice Bellanova annunciano un accordo per la ripresa delle attività di estrazione del metano in mare a difesa “del patrimonio per l’intero Paese di competenze, professionalità, specializzazione” e il governo “vuole dare un ruolo sempre più centrale all’Italia come hub del gas”. Con la gioa di quelli del referendum sulle piattaforme!

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