Eni il suo impegno per garantire l’accesso all’energia alle popolazioni africane. Per la sua attenzione al continente africano la società guidata da Paolo Scaroni sarà partner ufficiale di Expo Milano 2015 per le “Iniziative Sostenibili nei Paesi Africani” (Official Partner for Sustainability Initiatives in African Countries).

Come spiegato da Eni:

La partnership con Expo Milano 2015 raccoglie una serie di iniziative volte a promuovere costantemente lo sviluppo e l’accesso all’energia nei Paesi in cui Eni opera e in particolare nel continente africano. Questi temi verranno sviluppati in collaborazione con il Sustainable Development Solutions Network (SDSN), network tra mondo accademico e della ricerca, settore privato e società civile, diretto dal Prof. Jeffrey D. Sachs e realizzato per contribuire a trovare soluzioni pratiche relativamente allo sviluppo sostenibile.

Per chi non conoscesse il Sustainable Development Solutions Network (SDSN), basta dire come nell’agosto 2012 il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon abbia dato mandato al professor Sachs il compito di guidare una rete tra mondo accademico e della ricerca, settore privato e società civile per contribuire a trovare soluzioni pratiche allo sviluppo sostenibile. Tra gli strumenti di SDSN vi sono gruppi tematici, network accademici e iniziative guidate da esponenti del settore privato.

Il prof. Sachs ha quindi chiesto all’Amministratore Delegato di Eni, Paolo Scaroni, di diventare membro del Leadership Council di SDSN e di guidare l’iniziativa “Energy for All in Sub-Saharan Africa”, il cui scopo è individuare soluzioni concrete e replicabili sul tema dell’accesso all’energia nell’Africa sub-sahariana e proporle a altre imprese, investitori, governi e decisori internazionali.

Nello specifico, la partnership con Expo Milano 2015 della energy company italiana si concretizzerà in:

una serie di attività in cui Eni comunicherà, usando un linguaggio artistico, creativo e facilmente comprensibile, l’importanza dell’energia in tutte le sue forme e come questa significhi sviluppo, in particolare per l’Africa.

6 dicembre 2013
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I vostri commenti
alsarago58, venerdì 6 dicembre 2013 alle20:47 ha scritto: rispondi »

Nel delta del Niger Eni ha già fatto molto per l'accesso all'energia degli africani: i suoi oleodotti pieni di perdite hanno riempito acque e campi di petrolio grezzo, così da distruggere ogni possibilità di sopravvivenza dei locali che, in compenso, adesso hanno facile accesso al petrolio sversato dappertutto...

Pescespada trafitto, venerdì 6 dicembre 2013 alle19:39 ha scritto: rispondi »

Scaroni dovrebbe, per cominciare, piantarla di costruire centrali a fossili assolutamente inutili in Nigeria e in Congo. Se poi si togliesse di mezzo, forse riusciremmo a sperare in un futuro con meno schifezze nell'aria!

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