Gli avvocati Marcello Astolfi e Gianluca Fedeli in un approfondimento pubblicato dal portale specializzato QualEnergia hanno esaminato gli effetti della Legge di Stabilità 2016 sull’accatastamento degli impianti fotovoltaici. A partire dal 1° gennaio 2016 il calcolo della rendita catastale degli immobili a destinazione speciale e particolare delle categorie catastali D ed E verrà effettuato tenendo conto di tutti gli elementi connessi che ne aumentano la qualità.

I due legali precisano che l’accatastamento degli impianti fotovoltaici è sempre stato oggetto di diverse interpretazioni. L’Agenzia del Territorio ha dapprima stabilito che le centrali elettriche a pannelli fotovoltaici dovessero essere inserite nella categoria catastale “D/1 opifici” come beni immobili. L’Agenzia delle Entrate li ha invece considerati beni mobili.

Con la circolare n. 36/E del 19/12/2013 si è infine chiarito in quali casi gli impianti fotovoltaici residenziali non sottostavano all’obbligo di accatastamento come bene immobile autonomo. La rideterminazione della rendita dell’immobile principale attualmente va effettuata soltanto se l’impianto aumenta il valore del bene in una percentuale uguale o superiore al 15%. Gli impianti con potenza uguale o inferiore ai 3 kW non aumentano la rendita e non sono da considerarsi unità immobiliari autonome. Tutti gli altri immobili che ospitano impianti fotovoltaici rientrano invece nella categoria catastale D/1 opifici.

La Legge di Stabilità 2016 ha confermato il criterio della stima diretta della rendita catastale per le unità immobiliari costituite da più elementi. Il calcolo deve essere effettuato sottraendo al reddito lordo le spese e le perdite a cui vanno soggetti beni con una durata della vita breve come gli impianti fotovoltaici.

All’obbligo di stima diretta si sottraggono invece gli elementi funzionali al processo produttivo come inverter, quadri elettrici e contatori.

Con l’entrata in vigore della Legge di Stabilità 2016 anche i proprietari di impianti fotovoltaici già accatastati potranno presentare atti di aggiornamento. La procedura servirà a rideterminare la rendita catastale e a ottenere una riduzione dell’IMU e della TASI.

22 dicembre 2015
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angelo, venerdì 8 gennaio 2016 alle11:53 ha scritto: rispondi »

In pratica quale potrebbe essere la riduzione della rendita catastale di un impianto fotovoltaico da 1500 kwp ?

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